La vita di Gianni Agnelli: il Signor Fiat fra vizi e virtù
di Totò Rizzo

La vita di Gianni Agnelli: il Signor Fiat tra vizi e virtù

Una vita che è stata un romanzo può suonare un luogo comune. Meglio, allora, una vita che è stata bel mondo e tragedia greca, avventura imprenditoriale e improvvisi sgambetti del destino, amicizia conviviale con i personaggi che hanno disegnato la storia delle nazioni e rapporto, a volte refrattario e conflittuale, con la politica nell’abbraccio do ut des con l’economia. Questo il Gianni Agnelli raccontato dai giornalisti Alberto e Giancarlo Mazzuca in Gianni Agnelli in bianco e nero. Sovrano – malgrado sé, perché in fondo aspirava ad un’esistenza gaudente che in parte comunque realizzò – di un regno che gli toccò in sorte dal nonno Giovanni, quello della più grande industria automobilistica italiana. È sterminata la bibliografia del Signor Fiat come lo chiamò nel titolo di un suo libro Enzo Biagi, ma i Mazzuca, in questo centenario della nascita, hanno deciso di raccontarlo soprattutto attraverso le contraddizioni, quelle che scaturirono dal confronto tra uno spirito libero ma al tempo stesso inflessibile con una missione dagli esiti della quale le sorti di una famiglia si sono spesso rispecchiate in quelle di un Paese. E dunque, l’ex rampollo-bon vivant che “delega” a figure granitiche (da Valletta a Romiti) la gestione degli affari di famiglia ma anche il comandante che dovrà mettersi al timone di quella stessa famiglia – attraversata da fortune ma pure da disgrazie e malumori – che, dalle quattro ruote al calcio, è “condannata” a restare un simbolo. 

Alberto e Giancarlo Mazzuca, Gianni Agnelli in bianco e nero, Baldini + Castoldi, pagine 308, 16 euro


Ultimo aggiornamento: Giovedì 22 Aprile 2021, 17:38
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