La corona non ci serve VIDEO

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di Barbara Gubellini

Non so se ci avete mai fatto caso -a me ci ha fatto pensare, per la prima volta, Michela Murgia nel suo ultimo libro "Stai Zitta"-, ma quando una donna raggiunge una posizione di potere, o prestigio, in un ruolo in cui per tradizione siamo abituati a vedere un uomo, spesso l’eccezionalità del fatto fa sì che quella donna venga inserita automaticamente nel mondo delle favole.

 

Gli esempi citati nel libro sono così comuni che mi domando come abbiamo fatto ad assuefarci a questo fenomeno a dir poco bizzarro. Un’enologa rinnova la cantina di Prosecco più importante d’Italia? Ecco che diventa “La Dama delle bollicine”. Un’esperta di finanza ottiene un ruolo di potere all’interno della Santa Sede? Subito diventa “Lady Vaticano”. E ancora: la direttrice di un museo ottiene un successo internazionale con una mostra da lei promossa? Sarà “La regina di quadri”.

 

E pazienza se “Lady Vaticano” è anche professoressa alla London School of Economics o se “La Regina di Quadri” ha due lauree e una specializzazione in Storia dell’Arte: gli appellativi nobiliari, infatti, finiscono per appannare tutta la competenza che c’è nel traguardo raggiunto da quelle donne. Perché il fatto che abbiano conquistato quella posizione, quel successo e quel potere è talmente incredibile da appartenere al mondo del fiabesco, del fantasy.

 

Non sono paranoie. Non chiediamo niente di strano. Ci basta essere chiamate direttrici, dottoresse, architette. La corona non ci si serve, la lasciamo a Miss Italia!

 

 

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Inviata, autrice e conduttrice tv. Da anni realizza reportage di approfondimento su ambiente, cibo sostenibile e temi sociali. L'argomento che più la appassiona è la parità  di genere. E' mamma di due bambini.
 


Ultimo aggiornamento: Martedì 15 Giugno 2021, 10:48
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