Sessismo al luna park

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di Barbara Gubellini

Può una giostra essere sessista nel 2021? Purtroppo sì. Io l’ho scoperto a un Luna Park in Maremma.

Se sentiamo un commento maschilista di qualcuno, al bar o in strada, è un fatto comprensibile. Ognuno la pensa come vuole e il politicamente corretto non è obbligatorio: è una questione di sensibilità. Ma se si tratta di comunicazioni istituzionali o quando qualcosa è pensata per essere fruita dalla collettività, oggi tutti ci aspettiamo che la parità di genere sia rispettata.

Invece mi ritrovo alle giostre con i bambini e, beh, avete presente quella macchina con il pungiball? Dai un pugno e accumuli punti. Il punteggio che ottieni te lo comunica una voce registrata. Mio figlio dà un pugno un po’ troppo debole e la voce lo rimprovera: “sei una femminuccia!”. Poi è la volta del cugino che colpisce un po’ più forte ma evidentemente non abbastanza perché la voce commenta: “questo è un pugno da donna!”. E non è finita qui: nel gioco accanto, anziché il pungiball c’è il martello e se colpisci piano compare la scritta “frocio”. Cerco di capire da dove vengano quei giochi, spero di trovare una targa, un’etichetta. Niente.

Sono basita e furiosa. Ma opto per l’ottimismo e penso che sono solo nel classico luogo un po’ retrò: la società va avanti, cambia, ma là si resta sempre agli anni ’50, come nelle barzellette dalla settimana enigmistica. Che ci piaccia o no, il Luna Park è un’‘isola vintage’.

 

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Inviata, autrice e conduttrice tv. Da anni realizza reportage di approfondimento su ambiente, cibo sostenibile e temi sociali. L'argomento che più la appassiona è la parità di genere. E' mamma di due bambini.

 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 11 Agosto 2021, 12:15
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