Peccati capitali: perché se a peccare è una donna il peccato è doppio VIDEO

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di Barbara Gubellini

Sono con due amiche al bar. Una di loro, esperta di arte, ci racconta delle mostre su Dante a Roma in questi giorni: ci sono anche 10 artiste al Museo Barracco che danno voce alla prospettiva di Beatrice…

 

E dall’Inferno di Dante parte un gioco: i sette peccati capitali e il gender gap. Perché perfino un peccato, se si tratta di una donna, è “più peccato”.

 

Prendiamo l’IRA. Ne abbiamo già parlato: le donne non si possono mica arrabbiare quanto gli uomini. Pena l’essere additate come delle isteriche. L’INVIDIA? E’ più spesso associata alle donne, le famigerate “peggiori nemiche delle donne”. La SUPERBIA, un po’ come l’ira, noi possiamo permettercela meno perché, a noi, la società chiede ancora di stare “un passo indietro”. E dobbiamo essere anche meno AVARE, meno attaccate al denaro, così possono pagarci meno. Poi c’è la GOLA: qui il divario con gli uomini si allarga ancora di più perché l’ideale di perfezione fisica richiesto al nostro genere è ben maggiore –ci sono donne che stanno a dieta per tutta la vita-. E l’ACCIDIA? Figuriamoci se ce la possiamo permettere tra lavoro, bambini, casa e tutto ciò che costituisce il famoso “carico mentale” delle donne, che ben conosciamo.

 

Dulcis in fundo, la LUSSURIA: beh, solo un mese fa, la Treccani ha finalmente eliminato i termini “zoccola” e “cagna” dai sinonimi della parola donna. E’ l’inizio di un processo culturale e sarà lunga. Per ora, qui siamo tutte peccatrici!

 

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Inviata, autrice e conduttrice tv. Da anni realizza reportage di approfondimento su ambiente, cibo sostenibile e temi sociali. L'argomento che più la appassiona è la parità  di genere. E' mamma di due bambini.
 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 16 Giugno 2021, 08:12
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