Traffico di rifiuti tossici tra Roma e l'Europa dell'Est. In manette 23 persone.
di Emilio Orlando

Traffico di rifiuti tossici tra Roma e l'Europa dell'Est. In manette 23 persone.

Come nella serie televisiva della "Piovra" le mafie inviano treni e tir carichi di veleni nell' est Europa. Cumuli di rifiuti tossici, ferraglie e batterie per auto usate trasformati in denaro contante. Un business che ha portato nelle tasche dei criminali quattrocento mila euro in pochi mesi. È la nuova frontiera del crimine delle ecomafie nella Capitale, svelato ieri dopo un blitz anticrimine dei carabinieri forestale, che insieme alla polizia ferroviaria e la municipale hanno arrestato ventitre persone.

 

Gli investigatori del comando Forestale, considerati a livello europeo molto esperti in materia ambientale hanno sequestrato quaranta tonnellate di accumulatori esausti, sottratti al centro di raccolta Ama di Cinec  dentro un camion che era pronto a portate il "prezioso" carico in Romania. Era una "bomba" ecologica pronta ad esplodere nelle falde idriche e nelle aree verdi di Roma che rischiava di procurare danni ambientali irreversibili.

 

La banda agiva di notte. Dentro alcuni campi nomadi della Capitale, famiglie di rom e malavitosi italiani facevano affari d'oro smerciando i rifiuti sul mercato illegale anche con la complicità di aziende che, almeno sulla carta, avevano il compito di certificare la provenienza del materiale che poi doveva essere conferito nelle discariche. Con false certificazioni sui formulari e con una rete di collaboratori, li rivendevano su circuiti esteri legali dove erano falsi anche i documenti che esibivano alle dogane.

 

Per tutti gli indagati, la direzione distrettuale antimafia ha aperto un'inchiesta per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro l'ambiente,  traffico illecito di rifiuti, auto riciclaggio, furto, ricettazione e sottrazione di cose sottoposte a sequestro. Base operativa dell'organizzazione erano i campi rom di Tor Sapienza e de "La Barbuta" frequentati anche da imprenditori campani interessati all'imponente affare criminale. Durante l'operazione sono stati sequestrati undici automezzi.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 3 Dicembre 2020, 13:57
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