Compra casa nel Castello Orsini, ma dopo 31 anni scopre che non è vero: il Comune può farne un museo
di Lorena Loiacono

Compra casa nel Castello Orsini, ma dopo 31 anni scopre che non è vero: il Comune può farne un museo

Il Castello sullo sfondo, una casa contesa e una signora pronta a combattere per difendere le “sue” quattro mura. Sembra l’inizio di una favola ma non lo è. Anzi, è l’inizio di un braccio di ferro che vede diviso un paese vicino Roma, Morlupo, spaccato in due. 
La storia di Giovanna (che oggi ha quasi 80 anni) e della sua casa dentro al Castello degli Orsini, nel centro del paese, inizia nel 1990 quando la signora compra l’appartamento che invece, poco tempo fa, ha deciso di vendere. Non l’avesse mai fatto. Perché Giovanna “scopre” che il notaio, nell’atto di acquisto registrato per 75 milioni di vecchie lire, non applicò la “norma di prelazione” prevista su quell’edificio storico dal 1977. Il notaio di allora è deceduto e Giovanna adesso rischia di ritrovarsi a mani vuote. Perché il Comune di Morlupo, sapendo che su quell’edificio storico esiste il vincolo di prelazione, si è mosso per entrarne in possesso e farne un museo. L’Ente pubblico intende far valere il diritto di prelazione, dopo il rifiuto del Ministero dei Beni Culturali e della Regione Lazio: e lo farà pagando quell’appartamento esattamente 38mila euro, vale a dire l’equivalente dei 75 milioni di lire. 
Ma così Giovanna, che negli anni ha anche effettuato varie ristrutturazioni, non riuscirà di certo ad acquistare un altro appartamento. E si ritroverà senza niene, alla sua età. 
Il consiglio comunale, spaccato in due, nello scorso luglio ha deliberato per l’acquisizione della casa e la Giunta, il 14 ottobre scorso, ha dato seguito alla delibera. Ai servizi sociali la possibilità di trovare soluzioni abitative per la signora Giovanna. A questo punto però l’anziana si ribella: non vuole più vendere la casa in cui ha vissuto e chiede quindi che l’iter del passaggio al Comune si fermi. Dovrà affrontare una battaglia legale, con tutta la fatica che comporta, anche per verificare la reale efficacia di quel diritto di prelazione di cui non era a conoscenza. Intanto il paese si divide: «Qui ci conosciamo tutti: deve esserci un modo per aiutare la povera Giovanna...».

 


Ultimo aggiornamento: Martedì 26 Ottobre 2021, 08:12
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