Castel Romano, ecco la collezione creata dagli abiti che i clienti non mettono più

Video

di Elena Gianturco

La moda si rinnova contro gli sprechi grazie a creatività e riciclo. McArthurGlen Group e Naba (Nuova Accademia di Belle Arti) insieme per un progetto di upcycling con cui si dona una seconda vita ad abiti e accessori. Sono circa 2mila i capi smessi dai consumatori e raccolti nei cinque centri del gruppo McArthurGlen: 2,5 tonnellate di tessuti che sarebbero stati buttati e che invece sono stati utilizzati dagli studenti del Naba per creare due capsule collection.


Dieci look nati nel segno della sostenibilità da ieri in vendita nei due pop up store allestiti a Castel Romano e Serravalle. Un esperimento che per il divulgatore scientifico Mario Tozzi segna una delle strade percorribili per limitare lo spreco: «La materia prima non diventi rifiuto ma una nuova materia prima».  L’industria tessile produce 1.2 miliardi di tonnellate di CO2 e 2 milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno: e il 95% degli abiti può essere riciclato. Castel Romano è già di fatto un luogo di shopping sostenibile. 


Le collezioni, di fascia medio alta, sono delle stagioni precedenti e “provengono” da i capi che che i clienti non usano più. «Allungando la vita alle collezioni degli anni passati, McArthurGlen mette in pratica un’idea di sostenibilità - ha commentato Donatella Doppio Regional Director Italy McArthurGlen - siamo orgogliosi di come tanti dei nostri clienti abbiano accolto il nostro invito a portare nei nostri centri gli indumenti che non utilizzano più, e di come gli studenti di  Naba li abbiano portati a nuova vita in modo così creativo.

Proseguiremo questo percorso green». McArthurGlen supporta in modo indipendente The Ocean Cleanup, fondazione senza scopo di lucro che sviluppa tecnologie per rimuovere la plastica dagli oceani. 

«Questa collezione è il punto di arrivo di un lungo processo di re-thinking creativo - ha sottolineato Enrico Biancato Centre manager di Castel Romano Designer Outlet -. Grazie  alle nuove generazioni torneremo a rispettare il nostro pianeta».  Dare una seconda vita agli abiti smessi destinandoli a un nuovo utilizzo, secondo Mario Tozzi «è un segnale di attenzione concreto e virtuoso da parte di McArthurGlen e un invito ai consumatori a pensare in modo nuovo alla fruizione dei beni, incontrando i valori dell’economia circolare. Una volta si rivoltavano i cappotti, questa è la versione moderna per recuperare un oggetto di qualità. L’industria della moda insieme a quella alimentare, indubbiamente fiori all’occhiello del made in Italy, costano molto al pianeta. Ecco perché queste iniziative devono prendere piede il prima possibile. Da non sottovalutare il significato in termini di sostenibilità della scelta di capi di media-alta qualità destinati a durare nel tempo, o, perché no, l’acquisto verso una collezione come quella di Naba, direi un trionfo di creatività e di valore».
Modella d’eccezione l’attrice Valentina Melis, che ha indossato alcuni capi della collezione: «Noi donne compriamo troppi vestiti, anche di scarsa qualità, per poterci cambiare spesso, e poi li dimentichiamo, o li buttiamo via - ha detto Melis - diamo testimonianza di buon senso e per amore del nostro pianeta e scegliamo capi durevoli, come facevano le nostre mamme e le nostre nonne. Non a caso il vintage va molto di moda. Sono innamorata della collezione che Naba ha creato per McArthurGlen, i capi già indossati raccontano storie di vita».


Ultimo aggiornamento: Venerdì 10 Dicembre 2021, 16:51
© RIPRODUZIONE RISERVATA