Il dolore di Angela, sorella di Diabolik: «Propongo funerali al Divino Amore. Questa situazione ci sta logorando»

Diabolik, la sorella dell'ultrà ucciso: «Vogliamo funerali al Divino Amore. Una situazione aberrante che ci sta logorando»

Una lunga lettera firmata dalla sorella di Fabrizio Piscitelli, l'ultrà della Lazio conosciuto con il nome di Diabolik negli ambienti del calcio e ucciso la scorsa settimana, è stata inviata oggi via Pec al questore e al prefetto di Roma e al ministro dell'Interno Matteo Salvini. Nel testo -  di cui l'AdnKronos è venuta a conoscenza - Angela Piscitelli torna sul diritto della famiglia di Diabolik a celebrarne i funerali. 

 «Al fine di non negare il funerale a Fabrizio che normalmente si riserva a tutti gli esseri umani, le reitero la proposta di optare per il santuario del Divino Amore (dopo il vostro diniego della parrocchia di Santa Maria Ausiliatrice che avrebbe invece facilitato la presenza dei miei genitori, portatori di handicap), la cui conformazione consentirebbe, a mio avviso, il controllo degli ingressi e dunque di bilanciare e rispettare i principi di uno Stato di diritto, garantiti dalla Costituzione, quali appunto la sicurezza e l'ordine pubblico, con il diritto al rito delle esequie cristiane». 

«Il protrarsi di questa aberrante situazione che rende impossibile celebrare il rito delle esequie ecclesiastiche nelle forme previste dalle norme canoniche, sta logorando nell'animo, nello spirito e nella fisicità i familiari e gli affetti più cari di un essere umano libero (non sottoposto ad alcuna misura restrittiva della sua libertà), barbaramente ucciso per mano di un balordo che, nonostante siano ormai trascorsi ben sette giorni, non è ancora stato assicurato alla giustizia».

«La famiglia Piscitelli, dissociandosi da ogni ed eventuale comportamento a rischio, ricorda a tutte le istituzioni che nessun fatto potenzialmente lesivo dell'ordine e della sicurezza pubblica, generato da chiunque, le potrà mai esserle imputato». 


«L'elevato numero dei partecipanti alla messa celebrata nella serata di ieri, a favore dell'anima di Fabrizio, non ha registrato alcun episodio contro la sicurezza pubblica, allo stesso modo della fiaccolata avvenuta il giorno successivo all'efferato omicidio contraddistintasi, peraltro, dal riserbo e dalla compostezza dei tifosi intervenuti, così come la partecipazione altresì composta di ieri presso il parco (luogo dell'omicidio) di numerosi amici, sfociata esclusivamente in un lungo applauso».

«Il sopruso e l'arroganza del potere che sentiamo di vivere sta provocando comprensibilmente una ulteriore sofferenza che si aggiunge a quella già di per sé intollerabile». 
Giovedì 15 Agosto 2019, 14:56