«Assistenza domiciliare tagliata»: rivolta delle famiglie in Regione Lazio
di Lorena Loiacono

«Assistenza domiciliare tagliata»: rivolta delle famiglie in Regione Lazio

Hanno bisogno di cure continue e la loro sopravvivenza dipende dai medici e dagli infermieri che vanno ad assisterli a casa. Ora i pazienti disabili rischiano di vedersi tagliare le ore: non possono farci questo è il grido di dolore delle famiglie. L'assistenza domiciliare è infatti fondamentale per i pazienti ma anche per i loro famigliari che, altrimenti, non saprebbero davvero come aiutarli. Anche perché negli ospedali pubblici non sono previsti posti letto da destinargli.

Leggi anche > Assistenza domiciliare tagliata, Giorgia Meloni commenta l'articolo di Leggo: «Le famiglie non possono essere lasciate sole»

Ed è per questo che la riforma dell'Adi, assistenza domiciliare integrata, prevista dalla Regione Lazio a partire dal 1 gennaio 2021 ora fa tremare centinaia di famiglie ormai sul piede di guerra: «Se ci tolgono le ore di assistenza, non sappiamo davvero dove sbattere la testa». Secondo il modello proposto dalla Regione, infatti, sarà possibile attivare un massimo di assistenza giornaliera di 9 ore: 4 ore fanno parte dell'assistenza a pazienti cosiddetti complessi e altre 5 ore rientrano negli accessi di sollievo effettuati da personale infermieristico. Nove ore al giorno, purtroppo, per molti non sono sufficienti: «Per mia figlia oggi possiamo contare su 24 ore al giorno di assistenza domiciliare spiega Emmanuel Mariani, papà di una bimba gravemente disabile dalla nascita respira con la ventilazione artificiale: ha bisogno di essere costantemente monitorata ma io e mia moglie dobbiamo lavorare per portare avanti la famiglia. Come possono ridurci l'assistenza a 9 ore?».

Emmanuel si fa portavoce di una protesta che sta dilagando tra famiglie e associazioni di malati, pronti a battersi per mantenere l'assistenza domiciliare integrata senza tagli e riduzioni nell'arco della giornata. Sul caso è intervenuta anche la consigliera regionale di FdI Chiara Colosimo con un'interrogazione in Regione: «Abbiamo il dovere di intervenire, per dare risposte concrete a quelle persone per le quali è difficile anche solo respirare». Dalla Regione assicurano che nei prossimi mesi sarà possibile incontrare le associazioni dei pazienti per raccogliere criticità e trovare possibili soluzioni, la riforma prevede un investimento di 20 milioni di euro e prevede anche l'aiuto del sociale con un piano integrato.


Ultimo aggiornamento: Martedì 28 Gennaio 2020, 18:49
© RIPRODUZIONE RISERVATA