Michele La Ginestra: «Mi faccio prete, in teatro, per parlare ai giovani»
di ​Giancarlo Leone

Michele La Ginestra: «Mi faccio prete, in teatro, per parlare ai giovani»

Michele La Ginestra si sdoppia in se stesso - Michele l’attore - poi Don Michele, il personaggio della commedia È cosa buona e giusta, al Sistina. Interpreta prima un attore famoso che incontra dei ragazzi in oratorio, poi il don che li segue. Con lui sul palco, Andrea Perrozzi e quattro ragazzi del Laboratorio del Teatro Sette, che La Ginestra dirige, e ventisette giovanissimi allievi dell’Accademia Il Sistina.

Un dialogo giovane
«Un confronto sulle problematiche giovanili, rendendosi conto che la tecnologia e la globalizzazione hanno profondamente modificato il nostro modo di vivere. È un testo dell’anima e sono convinto che sia compito del teatro stimolare delle riflessioni profonde».

Il personaggio di Don Michele?
«È nato da vecchi ricordi dell’oratorio che frequentavo da ragazzo, quello della parrocchia dei Sette Santi Fondatori, sulle cui ceneri è nato il Teatro Sette».

I sacerdoti
«Mi sono reso conto che, pur portando l’abito talare, vorrebbero dire tante cose di cui non potrebbero parlare. Al mio personaggio gliele faccio dire, magari anche argomenti un po’ sconvenienti, ma con humour e ironia». 

Altri mentori?
«In palcoscenico porto virtualmente il mio papà professionale, Pietro Garinei, che per primo mi portò in scena al Sistina e Padre Giuliano, il sacerdote amico, compagno in quella avventura che è stata la creazione del Teatro Sette». 

Come sono cambiati i giovani rispetto al passato?
«Non sono poi così diversi da ieri. È l’atmosfera che li circonda che è sbagliata, nel passato tutto era più semplice. I social possono essere una rovina. Oggi c’è meno dialogo, ci si confronta di meno. Ogni dovrebbero, dovremmo spegnere i cellulari».

Su Tv2000 conduce con Arianna Ciampoli Questa è vita
«Raccontiamo storie eccezionali di uomini e donne normali, capaci di grandi scelte e di gesti eroici, che dedicano la propria vita agli altri, persone che cambiano la propria vita per cambiare quella degli altri».

Nel suo futuro artistico?
« Alcune serate in giro per l’Italia con il mio spettacolo. Poi sto preparando il cartellone della prossima stagione del Teatro Sette, Tra le certezze, ci sarà il ritorno di Rodolfo Laganà, Massimo Wertmuller, Edy Angelillo e poi avremo per la prima volta Gianfranco Jannuzzo».
Mercoledì 8 Maggio 2019, 05:55
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