Gianluigi De Palo su Leggo: «Il freddo dell'abbandono»
di Gianluigi De Palo

Gianluigi De Palo su Leggo: «Il freddo dell'abbandono»

Rincoglionito dalle notizie sulla pandemia, sui vaccini e sulle varianti, distratto dalle pubblicità che mi raggiungono anche sul telefono e che mi invitano a comprare il regalo alla figlia rompiscatole, guardo sbadatamente un servizio in tv che parla della malnutrizione in Afghanistan dove in un ospedale di Herat ci sono due o tre bimbi per letto. E sento dentro un dolore inspiegabile. Mica ci sono io in quell'ospedale. Mica ci sono i miei figli. Ma fa male lo stesso. Come fa male immaginare quelle sacre famiglie costrette a dormire al freddo e al gelo al confine tra Polonia e Bielorussia. Se ne parla di meno, ma non vuol dire che il problema sia risolto. E quel freddo lo sento anche io nelle ossa. Il freddo e l'abbandono. Siamo tutti un po' Ebenezer Scrooge, il protagonista del Canto di Natale di Dickens che per dare retta al lavoro, ai soldi alla sua realizzazione, si perde le cose importanti della vita. E il Natale, zitto zitto, prova a ricordarcelo ogni anno. E tu che ti stai perdendo?


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Ultimo aggiornamento: Giovedì 23 Dicembre 2021, 11:56
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