Vittorio Rizzi nuovo vicecapo della Polizia. Sergio Bracco, addio Genova: sarà questore a Milano

Vittorio Rizzi nuovo vicecapo della Polizia. Sergio Bracco, addio Genova: sarà questore a Milano

Il Consiglio dei ministri di oggi ha deciso una serie di movimenti di prefetti e questori. A partire da Vittorio Rizzi, nuovo vice capo della Polizia e direttore della Criminalpol. Al posto di Rizzi alla Direzione centrale anticrimine (Dac) arriva l'attuale questore di Torino Francesco Messina che lascia il posto a Giuseppe De Matteis, attuale dirigente del commissariato di polizia alla Camera dove arriva Sandro Menichelli.

Sergio Bracco lascia Genova e diventa il nuovo questore di Milano, mentre Giuseppe Bisogno lascia la questura di Perugia e si sposta in quella di Bari. Il Cdm ha poi nominato prefetto l'attuale questore di Reggio Calabria Raffaele Grassi, che assume le funzioni di ispettore generale di amministrazione, e il capo dell'Antiterrorismo Lamberto Giannini, che resta alla guida della Polizia di Prevenzione. Infine, l'attuale dirigente del commissario di Polizia del Senato, Armando Forgione è il nuovo direttore delle specialità della Polizia e guiderà la Stradale, la Polfer, la Postale e i reparti speciali.

Marcello Cardona, nominato prefetto di Lodi, ha salutato Milano, dove finora è stato questore, con il «tumulto nel cuore» dopo quasi quarant'anni di polizia. E nel suo saluto ha fatto un bilancio del lavoro delle forze dell'ordine che dal 2017, quando arrivò in città, ha portato «alla cattura di Battisti, a garantire la sicurezza in oltre cento concerti, alla riunione dell'Osce, al G7, a compiere 400 sgomberi», fare sequestri e interventi nei quartieri. Un lavoro di squadra testimoniato dai tanti presenti alla Società del giardino per il suo saluto: il prefetto di Milano Renato Saccone, l'ex prefetto Luciana Lamorgese, il governatore Attilio Fontana, il sindaco Beppe Sala e persino l'arcivescovo Mario Delpini, oltre a parlamentari di tutti i partiti, la senatrice a vita Liliana Segre, il presidente della veneranda Fabbrica del Duomo Fedele Confalonieri. «Abbiamo condiviso la preoccupazione per alcune zone della città dove la legalità è compromessa e per i senza fissa dimora che vivono sotto i portici nelle zone del lusso e l'ho sentito vicino» ha raccontato l'arcivescovo. « Milano - ha aggiunto Sala - è una città complessa e semplice». Complessa perché è cresciuta, ha aumentato turisti, investimenti, studenti e semplice perché «qui si lavora e quando si lavora insieme agli altri tutto funziona e lui ha interpretato il suo ruolo in questo modo diventando profondamente milanese».

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