Giacomo Sartori, scomparso a Milano: ore decisive per le ricerche. Il giallo del cellulare e l'ipotesi choc

Giacomo Sartori, scomparso a Milano: ore decisive per le ricerche. Il giallo del cellulare e l'ipotesi choc

Sono ore decisive per le indagini sulla scomparsa di Giacomo Sartori, il 29enne della provincia di Belluno che è scomparso a Milano la sera del 18 settembre scorso e la cui auto è stata trovata abbandonata in uno spiazzo a Casorate Primo (Pavia). I Carabinieri, che indagano sul caso, hanno effettuato ieri i rilievi sull'autovettura e, secondo indiscrezioni, non sarebbe emerso nulla di rilevante ai fini della soluzione di quello che con il passare delle ore sembra diventare un giallo.

 

La giornata di oggi potrebbe rivelarsi decisiva, dato che le ricerche sul campo, condotte da volontari e militari, sono cominciate ieri pomeriggio e da stamani si attende con ansia di sapere se, in un raggio intorno alla zona dove è stata trovata l'auto, e poi nel non vicinissimo Ticino, possa emergere il cadavere o qualche oggetto dell'uomo che possa spiegare il suo misterioso allontanamento, avvenuto dopo una serata passata fuori, a Milano, durante la quale gli era stato rubato uno zaino con il suo Pc di lavoro. Particolare, questo, che ha complicato le ipotesi sulla sua scomparsa. 

 

I misteri della scomparsa

 

Il giovane è scomparso nel nulla venerdì 17 settembre: un giallo che potrebbe nascondere una fine tragica. Giacomo lavorava al Centro software di Assago e - secondo quanto scrive il Corriere della Sera - quel venerdì sera, senza soldi e senza documenti, avrebbe girovagato tra le campagne del pavese dopo che nella 'Vineria 2' di Porta Venezia a Milano qualcuno gli aveva rubato lo zaino con le chiavi, il portafoglio e due computer portatili.

 

L'auto aziendale, una Volkswagen Polo, è stata ritrovata davanti alla cascina Caiella di Casorate Primo, in una zona che il ragazzo non conosceva: la vettura è stata segnalata da un agricoltore nel pomeriggio di mercoledì, cinque giorni dopo la scomparsa. Dopo il furto dello zaino, secondo gli amici - scrive ancora il Corriere - Giacomo era «scosso»: era il secondo episodio analogo in pochi mesi. Dopo aver lasciato il locale si allontana e da quel momento si perdono le sue tracce.

 

 

La denuncia dei familiari arriva il lunedì mattina, quando i colleghi non lo vedono al lavoro: il suo cellulare era spento ed era sparita anche la sua auto. La carta di credito, che era nello zaino, non era stata bloccata: comportamento strano, secondo la famiglia. Dopo l'apertura del fascicolo da parte della Procura di Milano, i carabinieri acquisiscono i tabulati e le telecamere della zona del locale, e intravedono Giacomo mentre si allontana intorno alle 23.30 della sera: dopo le condivisioni social della foto, nell'arco di poche ore l'auto viene individuata e all'interno non vengono trovate tracce evidenti di altre persone. Ma c'è una stranezza: una ricevuta, all'interno della Polo, per il mancato pagamento del pedaggio al casello di Binasco sulla A7. Perché, sapendo di non avere soldi, Sartori avrebbe preso l'autostrada anziché la statale?

 

Un'altra stranezza riguarda il suo cellulare: dalle analisi delle celle telefoniche, risulta che il cellulare abbia agganciato la cella di Motta Visconti, a tre km da Casorate, alle 7 di mattina. Quindi a quell'ora Giacomo era ancora vivo: in quella zona, peraltro, c'è un canale, il Naviglio Bereguardo, attorno a cui si sono ora concentrate le ricerche, ma senza successo. In questo periodo l'acqua non supera i 40 centimetri e non c'è corrente, quindi è difficile che possa essere caduto nel canale. L'ipotesi finale, quella più tragica, conclude il Corriere della Sera, è che possa essersi suicidato: troppo lo stress per l'ennesimo furto subito. Difficile anche, secondo gli investigatori, l'ipotesi di un omicidio. Quel che è certo è che il 29enne non si trova, e il mistero continua ad essere molto difficile da risolvere.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 23 Settembre 2021, 18:11
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