Caso-camici Lombardia, Attilio Fontana si difende in consiglio. L'opposizione: «Dimettiti»
di Greta Posca

Caso-camici Lombardia, Attilio Fontana si difende in consiglio. L'opposizione: «Dimettiti»

Attilio Fontana si è difeso per un’ora davanti al consiglio regionale sulla fornitura di camici alla Regione, prima fatturata e poi donata dal cognato Andrea Dini, titolare della Dama spa, che lo vede indagato con lo stesso Dini. La maggioranza fa quadrato mentre le opposizioni promettono battaglia e ne chiedono le dimissioni.
LA VERSIONE DI FONTANA Ieri il giorno più lungo del presidente. «Ho deciso di venire qui per riaffermare la verità dei fatti e andare oltre per affrontare le sfide e le opportunità che abbiamo davanti. L’emergenza Covid è stata uno tsunami per la Lombardia. Sono convinto che alla fine la verità verrà a galla». Sul caso dei camici dice: «Dei rapporti negoziali a titolo oneroso tra Dama e Aria non ho saputo fino al 12 maggio». E ha aggiunto: «Sono tutt’ora convinto che si sia trattato di un negozio corretto ma ho chiesto a mio cognato di rinunciare al pagamento per evitare polemiche e strumentalizzazioni, partecipando personalmente alla copertura di un parte di quell’intervento economico» con un bonifico da 250 mila euro mai andato a buon fine.
LE INCONGRUENZE La versione di Fontana sarebbe smentita da Filippo Bongiovanni, il dg dimissionario di Aria, la centrale acquisti della Regione, anche lui indagato, che avrebbe spiegato ai pm venerdì scorso come la segreteria del presidente già il 10 maggio sapesse che esisteva un contratto di affidamento diretto per la fornitura di camici a Dama. Altra anomalia secondo le indagini è che non risulta ci sia mai stato un atto formale della Regione che ha trasformato la fornitura di 75mila camici in donazione. Per cui formalmente sarebbe ancora in essere quell’ordine senza gara che prevede la consegna di 75mila camici. Invece ne sono stati donati e consegnati circa 50 mila, mentre i restanti 25 mila, che nessuno di Aria ha mai rivendicato nonostante il contratto non fosse stato ottemperato, Dini avrebbe tentato di rivenderli a 9 euro a una Rsa del Varesotto.
LA SFIDUCIA Opposizioni tutte unite nel volere le dimissioni della Giunta, tranne Italia Viva: «Useremo tutti i mezzi a disposizione per mettere Fontana davanti alle proprie responsabilità. La nostra posizione condivisa è quella di scrivere la parola fine su questa disastrosa esperienza di cattiva amministrazione», hanno dichiarato i capigruppo. L’idea è di avere la prossima settimana un testo condiviso da depositare», ha detto Massimo De Rosa dei 5 Stelle, il partito promotore della sfiducia.

Ultimo aggiornamento: Martedì 28 Luglio 2020, 06:40
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