Davide, volontario, adotta il disabile di cui si prende cura: ora è suo padre a tutti gli effetti
di Bianca Francavilla

Davide, volontario, adotta il disabile di cui si prende cura: ora è suo padre a tutti gli effetti

È una sentenza storica e che fa giurisprudenza quella emessa dal Tribunale di Latina a pochi giorni della giornata internazionale delle persone con disabilità. Davide, architetto pontino, è ora a tutti gli effetti il padre di Francesco, di soli 16 anni in meno. Per legge, infatti, l'adozione di un maggiorenne può avvenire solo se l'età di differenza è almeno di 18 anni, ma i legali di Davide hanno puntato sul fatto che Francesco non potrà mai essere completamente autosufficiente a causa della sua grave disabilità.
 
 


Il loro legame è nato quando Francesco aveva 12 anni e si trovava in una casa famiglia di Roma. Abbandonato alla nascita e non riconosciuto, adottato da una coppia e “riportato indietro”, trascorreva le sue giornate con tristezza. La sua vita è cambiata quando ha conosciuto Davide, finito a fare il volontario nella casa famiglia con un piccolo rimborso spese, mentre terminava di scrivere la tesi di laurea in architettura. Davide ha svolto attività come insegnante aggiunto per ragazzi disabili ed è stato all'interno della struttura per tre mesi. «Quando il mio progetto è finito, mi hanno richiamato chiedendomi se ero disposto a tornare per occuparmi di un ragazzo con disabilità grave. All'inizio ero titubante perché non avevo le competenze professionali necessarie. Ma mi è stato detto: prova».

Tra i due è scattato subito qualcosa: probabilmente sono diventati padre e figlio già la prima volta che si sono incontrati. «È iniziato come un lavoro – continua Davide - e poi non lo era più. Se stavo una settimana senza di lui, mi mancava l'aria. Ci sono stati periodi di studio che per quasi un mese non ci siamo visti ed è stato il finimondo, sia per lui che per me». Un po' alla volta Davide ha iniziato a portare Francesco a Latina per le feste comandate, un weekend si ed uno no e poi d'estate. Una volta diventato amministratore di sostegno, ha trasferito Francesco, ormai 27enne, a Latina ed è iniziato il percorso per arrivare all'adozione.

«In prima istanza l'adozione è stata rifiutata – continua Davide - per il solo fatto che il giudice non aveva gli strumenti per farlo perché non c'era una legge che lo permetteva a causa del divario di età di 16 anni e non 18 anni. Poi la questione è stata spostata sul fatto che lui sì è maggiorenne, ma cognitivamente è un bambino e non sarà mai una persona capace di intendere e volere. Questo divario dell'età, dunque, non doveva essere ostativo. Da qui la sentenza, che fa giurisprudenza: è il primo caso in Italia».

Ora Davide e Francesco, 48 e 32 anni, vivono in una casa a misura di disabile: non ci sono barriere architettoniche, c'è una vasca apposita, un fasciatoio, una televisione che si gira con facilità. «Insieme prepariamo la pizza e la pasta all'uovo. Con i suoi tempi e le sue modalità, riesce a farlo. E viaggiamo: l'anno scorso siamo arrivati in Trentino. Alla fine del viaggio io ero morto, lui contentissimo. Se non stesse in questa condizione, sono sicuro che sarebbe stato un camionista».
Giovedì 13 Dicembre 2018, 12:13
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