Voghera, ucciso in piazza: confermati i domiciliari per l'assessore Massimo Adriatici

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Il gip di Pavia ha convalidato l'arresto dell'assessore alla Sicurezza del Comune di Voghera Massimo Adriatici confermando, per l'uomo politico, gli arresti domiciliari. Adriatici è accusato di eccesso colposo di legittima difesa per l'uccisione di Youns El Boussetaoui, avvenuta martedì sera con un colpo di pistola in piazza.

 

 

 

«Se a Voghera quel signore che purtroppo è morto fosse stato espulso dopo i reati che aveva commesso, come avrebbe dovuto essere espulso, oggi piangeremmo una vittima di meno». Così, nel corso di un incontro a Rimini, il segretario della Lega Matteo Salvini, ha commentato i fatti di Voghera.

 

 

Massimo Adriatici, l'assessore autosospeso del Comune Voghera, agli arresti domiciliari con l'accusa di eccesso colposo di legittima difesa dopo la morte di Youns El Boussetaoui, è «una persona stimata e rispettata in città, di cui abbiamo apprezzato il lavoro di questi mesi, è stato travolto da un fatto tragico». A scriverlo in una lettera ai suoi concittadini è la sindaca di Voghera, Paola Garlaschelli, che aggiunge: «Sono giorni difficili per la nostra Comunità. Siamo increduli per la tragedia che si è consumata, scossi dal clamore che ha investito la nostra città e dalla strumentalizzazione mediatica che hanno assunto fatti che la magistratura è stata chiamata a chiarire». «È successo qualcosa di molto grave che inevitabilmente ci induce a riflettere profondamente - sottolinea la sindaca -. È morta una persona in circostanze drammatiche e un assessore della mia giunta, persona stimata e rispettata in città, di cui abbiamo apprezzato il lavoro di questi mesi, è stato travolto da un fatto tragico. Non sta a noi giudicarne le responsabilità o le colpe. Insieme ai colleghi della Giunta ed ai consiglieri di maggioranza ho ritenuto che un rispettoso silenzio fosse in questi giorni la scelta più saggia».

«Non ho voluto rilasciare dichiarazioni a caldo proprio per evitare di prestare il fianco a polemiche o strumentalizzazioni - rimarca ancora la sindaca -. Che la politica si divida, anche con toni accesi, è legittimo, ma chi rappresenta le istituzioni cittadine ha una responsabilità particolare, che va oltre le scelte di parte». Quindi aggiunge: «Stiamo seguendo da vicino gli sviluppi della vicenda. Ogni istituzione ha un compito preciso. Indagare, ricostruire i fatti ed emettere sentenze non è compito di chi amministra la città, anzi rischierebbe solo di complicare il lavoro delle forze dell'ordine e della Magistratura, che stanno lavorando con grande impegno per accertare le responsabilità dell'accaduto e che possono contare come sempre sulla fiducia incondizionata della città e di chi la governa». Spiega ancora la sindaca: «La tragedia che si è consumata nella nostra città ha subito una strumentalizzazione mediatica che ha richiamato l'attenzione del mondo e sta convogliando in città persone che intendono manifestare per quello che è accaduto. Dobbiamo ricordare che ci troviamo in un momento particolare, la pandemia ha risvegliato sentimenti di paura e diffidenza, a volte facendo emergere la parte più oscura della società, e siamo profondamente preoccupati che questa strumentalizzazione possa alimentare ulteriore rabbia e violenza».


Ultimo aggiornamento: Domenica 25 Luglio 2021, 17:20
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