Vladimir Luxuria: «Per chi è omofobo, meglio la sorella morta che le chiacchiere della gente»
di Marco Castoro

Uccisa a Caivano, Vladimir Luxuria: «Per chi è omofobo, meglio la sorella morta che le chiacchiere della gente»

Vladimir Luxuria, ma come è possibile che ancora oggi nel 2020 una persona venga uccisa perché frequenta un trans?
«Vallo a dire a tutti gli omofobi e transfobi di professione che minimizzano sempre, che negano, che dicono che vogliamo fare le vittime a ogni costo».
È proprio un muro di odio e pregiudizi che non si riesce ad abbattere
«Di transfobia e omofobia si muore purtroppo. Si può morire in maniera diretta come in questo caso o indiretta con le persone che si ammalano di depressione, che tentano il suicidio a causa di questo odio. In maniera particolare è disumano che un fratello uccida la sorella, sangue del suo sangue, con una visione transfoba e misogina perché si prende il diritto di vita e di morte sulla sorella in base alla persona che frequenta. Le parole che vengono usate sono vergognose, come essere infettati, un mondo putrido: tutti luoghi comuni e pregiudizi. Il fratello si preoccupa di quello che la gente dice e fa giustizia con la chiara intenzione di ucciderla: meglio una sorella morta che una sorella viva che sta con un trans».
Non se ne esce.
«Bisogna essere corretti ed educati senza offendere con le parole. Perché anche con il linguaggio politically correct si travestono le parole per non offendere, quasi per strappare simpatia, ma in realtà i pregiudizi restano». 

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Ultimo aggiornamento: Lunedì 14 Settembre 2020, 10:51
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