Variante Delta, le due dosi di vaccino danno una forte protezione: «Pfizer al 79%, AZ al 60%»

Variante Delta, le due dosi di vaccino danno una forte protezione: «Pfizer al 79%, AZ al 60%»

La variante Delta, alias variante indiana, dovrebbe davvero farci paura? Secondo gli ultimi studi, non eccessivamente, almeno per chi è vaccinato. Secondo una ricerca pubblicata su Lancet, della quale dà conto la britannica Sky News, il rischio di ricovero in ospedale dopo essere rimasti contagiati con la variante Delta del coronavirus è quasi doppio rispetto a quello della variante Alfa (inglese), ma due dosi di vaccino forniscono comunque contro di essa una forte protezione, sebbene inferiore rispetto alla variante inglese. 

 

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Secondo i dati analizzati dai ricercatori, la variante indiana è la forma predominante di coronavirus nel Regno Unito e si ritiene che sia al 60% più contagiosa di quella inglese. Come le precedenti varianti del virus, anche nel caso di quella indiana le persone che corrono più rischi di ospedalizzazione sono quelle con patologie preesistenti.

 

I vaccini, è stato rilevato, riducono il rischio di ospedalizzazione, ma occorrono 28 giorni dopo la somministrazione della prima dose per riscontrare forti effetti di protezione contro la variante indiana. In particolare, il vaccino Pfizer-BioNTech fornisce contro questa variante una protezione del 79%, rispetto al 92% di protezione con la variante inglese. Per il vaccino Oxford-AstraZeneca, invece, è stata rilevata una protezione del 60% conttro le infezioni dovute alla variante indiana, rispetto al 73% della variante inglese.

 

Speranza: variante indiana contenibile con vaccino

 

«Gli studi sulla variante indiana sono ancora in corso e non abbiamo nell'immediatezza una risposta a tutte le domande. Ma le prime ricerche ci dicono che con due dosi di vaccino la variante indiana è contenibile con una percentuale importante». Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza rispondendo alle domande del direttore del La Stampa Massimo Giannini a «30 minuti al Massimo». «In questo momento chi viene dal Regno Unito deve fare il tampone, è chiaro che ci riserviamo di monitorare la situazione e se l'andamento della curva dovesse peggiorare in Gran Bretagna ci riserviamo di pensare ad altre misure, come la quarantena», ha spiegato. E ha aggiunto: «È giusto monitorare con grande attenzione. Nella riunione che faremo oggi con gli altri ministri europei della Salute discuteremo anche di questo».


Ultimo aggiornamento: Lunedì 14 Giugno 2021, 17:53
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