Squid Game, parla lo piscologo: «I piccoli soli con la tv possono diventare insensibili alla violenza»
di Valeria Arnaldi

Squid Game, parla lo piscologo: «I piccoli soli con la tv possono diventare insensibili alla violenza»

Cristian Pagliariccio, esperto del gruppo Psicologia e Scuola dell’Ordine Psicologi del Lazio, quanto è diffuso Squid Game tra i bambini?

«Ho ricevuto segnalazioni da varie scuole, ma si pratica anche al di fuori degli istituti. Io stesso, ad Halloween, ho visto bambini che giocavano a “Un, due, tre stella”, con più tipi di punizione. L’imitazione è il modo che i piccoli hanno per conoscere il mondo. Il problema è quando entrano in contatto con materiale non adatto a loro. Non bisogna mai lasciarli soli davanti ai mezzi tecnologici».

 

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Che ricadute possono determinare contenuti violenti?

«Esistono molti studi sull’imitazione da parte dei bambini. Nei primi, un bimbo che vedeva picchiare una bambola, quando questa gli veniva messa davanti si comportava nello stesso modo. La situazione non è così meccanica nella vita reale. A preoccupare però è la possibilità che taluni comportamenti possano bloccare la naturale tendenza dei bimbi ad essere prosociali, ossia a preoccuparsi per gli altri. E anche che diventino insensibili ai fenomeni di violenza».

 

Cosa si può fare?

«Prima cosa, non lasciare soli i bimbi davanti allo schermo, eventualmente capire come hanno vissuto ciò che hanno visto. Poi, offrire loro stimoli che bilancino, altri tipi di giochi».


Ultimo aggiornamento: Lunedì 8 Novembre 2021, 08:20
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