Il mistero delle terapie intensive in Calabria: scese da 26 a 10 la notte prima del dpcm che l'ha inserita in fascia rossa

Il mistero delle terapie intensive in Calabria: scese da 26 a 10 la notte prima del dpcm che l'ha inserita in fascia rossa

Il giallo delle terapie intensive in Calabria. Martedì 3 novembre, giorno precedente all'annuncio del premier Giuseppe Conte delle regioni divise nelle tre fasce di rischio, nel giro di qualche ora il dato dei ricoverati gravi in regione è passato improvvisamento da 26 a 10. Dopo aver diffuso il primo in serata il dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria ha inviato un aggiornamento e il numero è sceso improvvisamente a dieci. Nel bollettino non è stato però spiegato il perché della diversità di cifre relative ai ricoveri. 

 

IL RITOCCO AL RIBASSO

Il "ritocco" al ribasso fa riferimento ai dati trasmessi dall’ospedale Annunziata di Cosenza, passato da 14 a 2. «Martedì 3 novembre, come ogni pomeriggio, ho inviato all’Azienda sanitaria il numero dei degenti ricoverati nella mia Unità, in tutto 14 persone - ha spiegato al Corriere della Sera Pino Pasqua, primario di rianimazione dell’Annunziata - dieci erano in terapia intensiva, due in sub intensiva, quest’ultimi erano meno gravi perché hanno un fabbisogno diverso, collaborano, hanno una ventilazione meno invasiva». Cosa sia avvenuto nelle ore successive resta ancora poco chiaro e dalla regione non è arrivata alcuna spiegazione ufficiale. Il giorno successivo, ieri, sarebbe stato chiarito che si sarebbe deciso di distinguere tra pazienti intubati e pazienti sottoposti a ventilazione assistita inserendo solo i primi nella colonna dei "ricoverati in terapia intensiva" che vanno a comporre il bollettino della protezione civile. 

 

Non è mancato chi ha accusato la Calabria di un maldestro tentativo di condizionare i dati e quindi le successive scelte del governo, ma l'esecutivo ha comunque inserito la regione nella fascia rossa. 

 

GUCCIONE (PD): «IN CALABRIA INDECOROSO BALLETTO SU DATI TERAPIE INTENSIVE»

«È veramente indecoroso il balletto al quale stiamo assistendo da parte della Regione sui dati dei ricoveri in Calabria nelle Terapie intensive e nei Reparti. Un miracolo, guarigioni improvvise? Se non fosse una cosa tremendamente seria, sembrerebbe di essere su 'Scherzi a partè. E grave che in meno di 12 ore, senza dare alcuna spiegazione, possano cambiare dei dati ufficiali. Questo dimostra il pressappochismo che imperversa alla Cittadella. C'è bisogno di chiarezza e trasparenza ma ancora persiste una sorta di mistero». È quanto ha affermato il Consigliere regionale della Calabria, Carlo Guccione (Pd), commentando l'aggiornamento del bollettino relativo all'emergenza Covid19 diffuso martedì in serata dalla Regione.

 

«In questi mesi - ha aggiunto - abbiamo più volte denunciato che nella catena di comando della sanità calabrese c'è una sorte di confusione e totale anarchia nel gestire l'emergenza Covid e nella realizzazione dei posti letto aggiuntivi di terapia intensiva, sub intensiva, pneumologia e malattie infettive. Ma oggi siamo arrivati all'assurdo. In questo momento così delicato per la nostra regione, non c'è certezza neanche nei dati sui ricoveri che dovrebbero essere certi e ufficiali. Non si può continuare così, sono evidenti i danni che si stanno producendo alla salute dei calabresi e sull'economia della nostra regione. Chi è ai vertici della gestione dell'Ufficio del commissario e della Regione ha dimostrato sul campo di non saper gestire questa delicatissima fase». 

 

Poi Guccione ha concluso: «Se, addirittura, si arriva a modificare dei dati ufficiali a distanza di qualche ora è chiaro che qualcosa non torna. Coloro che sono stati nominati per riportare legalità, trasparenza e competenza nella gestione della sanità calabrese, evidentemente non stanno svolgendo bene i loro compiti. Si intervenga al più presto: in un settore così delicato, come quello della sanità, non sono permessi errori, ritardi e poca trasparenza». 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 5 Novembre 2020, 22:39
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