Coronavirus, 727 morti e 1.118 guariti: trend in leggero aumento, cresce il numero di tamponi (+5mila) MAPPA
di Simone Pierini

Coronavirus, 727 morti e 1.118 guariti: trend in leggero aumento, cresce il numero di tamponi (+5mila) MAPPA

Torna leggermente a salire il trend di nuovi contagi che passa dal 3,9% di ieri al 4.5% di oggi. Sono 727 le vittime registrate nelle ultime ventiquattro ore per conseguenze derivate dal coronavirusIeri il dato era di 837. È quanto ha diramato il capo del dipartimento della Protezione civile Angelo Borrelli in conferenza stampa nel consueto bollettino delle 18 di oggi mercoledì 1 aprile.

I casi Covid-19 accertati in Italia dall'inizio dell'emergenza sono ora 110.574 (4.782 in più rispetto a ieri), di cui 13.155 morti e 16.847 guariti1.118 nelle ultime 24 ore. Il numero di attualmente positivi nel nostro Paese è di 80.572 persone, ieri era di 77.635, un aumento di 2.937 unità. I tamponi effettuati fino ad oggi sono 541.423, 34.455 nell'ultimo giorno (Ieri erano 29.609). 

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Sono 4.035 i posti letto occupati nelle terapie intensive, 12 in più rispetto a ieri. Di questi, 1.342 sono in Lombardia. Dei 80.572 malati complessivi, 28.403 sono poi ricoverati con sintomi e 48.134 sono quelli in isolamento domiciliare. 

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Dall'inizio dell'emergenza sono 103 i malati che sono stati trasferiti dalle terapie intensive degli ospedali della Lombardia in altre strutture in Italia e all'estero. Lo ha detto il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli in conferenza stampa, sottolineando che di questi pazienti, 30 sono stati trasferiti in Germania. Dei 103 malati, 63 erano positivi mentre altri 40 avevano altre patologie.
 

 

COMITATO SCIENTIFICO: «NON CAMBIA NULLA SU PASSEGGIATE

«Se si esce di casa con un bambino rispettando le norme, per un motivo preciso e previsto dai decreti, si può fare». Ma «non c'è alcun motivo per portare a spasso un bambino in carrozzina, non va fatto e può essere imprudente». Così il presidente della Società italiana di Pediatria e membro del Comitato Tecnico Scientifico Alberto Villani ha risposto a chi gli chiedeva quale fosse la corretta interpretazione della circolare del Viminale. «Esiste un Dpcm che dice che non è consentito uscire di casa se non per motivata ragione - ha aggiunto - e tutto resta esattamente come è».

«SIAMO COME IN GUERRA»

«Nulla è cambiato da ultimo Dpcm, state a casa è il messaggio. Dobbiamo rispettare le normative vigenti, è auspicabile che in futuro qualcosa possa cambiare, quando e come lo stabilirà un prossimo Dpcm. Il picco è argomento di scarsissimo interesse, siamo in una situazione come una guerra, dobbiamo rispettare le indicazioni che ci vengono date. Siamo fortunati a vivere in un Paese in cui la Costituzione tutela la salute, con tutte istituzioni solidissime che dicono cosa va fatto. In tutto il mondo si parla di modello Italia per quello che stiamo facendo». Lo ha detto Alberto Villani, membro del Comitato tecnico scientifico (Cts), in conferenza stampa alla Protezione civile. «Credo tutti si sentano contenti di stare in Italia e di essere italiani, credo nessuno vorrebbe stare in un altro Paese», ha aggiunto.

«PER BIMBI SITUAZIONI LIEVI»

Ad oggi non ci sono in Italia bambini ricoverati in condizioni gravi per il coronavirus e non si sono registrati decessi. Lo ha detto il presidente della società italiana di pediatria e membro del Comitato tecnico scientifico Alberto Villani facendo un punto sulla situazione dei più piccoli. «Ad oggi, anche se i bambini lo contraggono - ha spiegato - ci troviamo di fronte a situazioni cliniche lievi. Abbiamo riportato anche casi su neonati, ma sono situazioni tutte estremamente tranquille».

TAMPONE FATTO SEMPRE A CHI NE HA BISOGNO

«Vorrei rassicurare coloro che hanno realmente bisogno del tampone: il tampone viene eseguito. Se non viene eseguito evidentemente non c'è l'indicazione a farlo». Lo ha detto Alberto Villani, membro del Comitato tecnico scientifico (Cts), rispondendo in conferenza stampa alla Protezione civile. «Con 38 e mezzo di febbre? La sola febbre non costituisce un'indicazione, ma come più volte ripetuto esistono dei numeri da contattare nonché il medico curante - ha aggiunto l'esperto in pediatria -. Se viene ravvisato che esistono le condizioni, come la difficoltà del respiro che merita la massima attenzione, confrontandosi o con il medico curante o con uno dei numeri di riferimento, si arriva poi a decidere chi è destinatario della necessità di fare il tampone. Vorrei rassicurare che è una situazione emergenziale, molto complessa, ma è tutelata».

I DATI REGIONE PER REGIONE 

Dai dati della Protezione civile emerge che sono 25.765 i malati in Lombardia (641 in più rispetto a ieri), 11.489 in Emilia-Romagna (+536) 8.224 in Veneto (+374), 8.470 in Piemonte (+388), 3.456 nelle Marche (+104), 4.432 in Toscana (+206), 2.645 in Liguria (+137), 2.758 nel Lazio (+116), 1.976 in Campania (+105), 1.206 in Friuli Venezia Giulia (+46), 1.483 in Trentino (+94), 1.112 in provincia di Bolzano (-30), 1.756 in Puglia (+102), 1.544 in Sicilia (+52), 1.211 in Abruzzo (+20), 864 in Umbria (+13), 540 in Valle d'Aosta (-12), 675 in Sardegna (+18), 610 in Calabria (+4), 131 in Molise (+14), 225 in Basilicata (+9).

Quanto alle vittime, se ne registrano 7.593 in Lombardia (+394), 1.732 in Emilia-Romagna (+88), 499 in Veneto (+22), 886 in Piemonte (+32), 477 nelle Marche (+25), 253 in Toscana (+9), 460 in Liguria (+32), 148 in Campania (+15), 169 nel Lazio (+7), 122 in Friuli Venezia Giulia (+9), 129 in Puglia (+19), 116 in provincia di Bolzano (+40), 88 in Sicilia (+7), 123 in Abruzzo (+8), 37 in Umbria (+0), 59 in Valle d'Aosta (+3), 173 in Trentino (+9), 38 in Calabria (+2), 34 in Sardegna (+3), 10 in Molise (+1), 9 in Basilicata (+2). I tamponi complessivi sono 541.423, dei quali oltre 292mila in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.

 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 3 Giugno 2020, 12:12
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