Estate, Italia chiusa e turisti all’estero: ultima beffa per gli albergatori
di Francesco Bisozzi

Covid, viaggi estate 2021, Italia chiusa e turisti all’estero: ultima beffa per gli albergatori

Sì ai viaggi alle Canarie o a Malta. No ai weekend al mare o in montagna in Italia. Questo l’effetto perverso del Covid sulle vacanze di Pasqua prodotto dalle restrizioni che oggi imprigionano gli italiani. E gli albergatori tricolori sono sul piede di guerra: denunciano il paradosso e chiedono interventi immediati. Difficile dare loro torto.

Gli spostamenti all’interno del Paese, a meno che non siano diretti verso le famose seconde case, che godono al momento di uno speciale via libera, saranno fortemente limitati dal 3 al 5 aprile, quando si applicheranno su tutto il territorio nazionale le restrizioni previste per le zone rosse, che vietano di mettere piede in una regione diversa dalla propria, o muoversi all’interno della stessa regione, tranne che per comprovate esigenze lavorative, per necessità o motivi di salute.

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Strano ma vero, si potrà però andare in aeroporto e spiccare il volo per Tenerife o Fuerteventura, per esempio, o imbarcarsi su una nave da crociera diretta verso Malta. Lo ha confermato il ministero dell’Interno ad Astoi-Confindustria: il Viminale ha spiegato all’associazione dei tour operator italiani che gli spostamenti tra regioni e aree rosse, se finalizzati a raggiungere un aeroporto da dove si deve partire per turismo, o una nave da crociera, hanno semaforo verde. Federalberghi non ci sta.

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Così il presidente dell’associazione Bernabò Bocca: «Gli hotel e tutto il sistema dell’ospitalità italiana sono fermi da mesi a causa del divieto di spostarsi da una regione all’altra. Non comprendiamo come sia possibile autorizzare i viaggi oltre confine e invece impedire quelli in Italia». L’ok alle vacanze pasquali all’estero ha insomma il sapore della beffa. «Se è vero come è vero che le persone vaccinate o con tampone negativo sono a basso rischio di contagio, allora questa logica deve essere applicata anche ai viaggi in Italia, così come alla possibilità di frequentare terme, impianti di risalita, riunioni, congressi e manifestazioni fieristiche», continua il presidente di Federalberghi.

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Dal ministero del Turismo fanno sapere che sono allo studio soluzioni per trovare un punto di equilibrio in grado di proteggere il comparto e non avvantaggiare i competitor stranieri. Lo sguardo però è proiettato all’estate: il ministro Massimo Garavaglia sta lavorando a un provvedimento per “liberare” entro al massimo giugno le persone munite di certificazione attestante l’avvenuta vaccinazione o il risultato negativo di un test molecolare o antigenico. Quest’ultimo con ogni probabilità andrà effettuato per mezzo di tampone non oltre le quarantotto ore precedenti il viaggio. In alternativa è possibile che per partire liberamente sarà necessario il risultato di un test sierologico che dimostri di essere guariti dalla malattia. Il governo fino al 6 aprile ha autorizzato i viaggi senza particolari motivazioni (e senza obbligo di quarantena al ritorno) verso Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira ), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi i territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra e Principato di Monaco. 

NIENTE QUARANTENA

In molti di questi Stati tuttavia sono previste restrizioni e periodi di quarantena all’arrivo, dunque prima di progettare una vacanza è fondamentale consultare il portale ViaggiareSicuri della Farnesina per saperne di più. Per adesso la Spagna è una delle poche nazioni a consentire gli arrivi da tutti i Paesi europei e appartenenti allo spazio Schengen senza obbligo di quarantena. Per Malta siamo “arancioni” e perciò i viaggiatori provenienti dagli aeroporti tricolori, esclusi quelli in arrivo da Sicilia e Sardegna (ritenute “verdi”), devono presentare un test di negatività prima d’imbarcarsi su un volo in partenza per l’isola e una volta giunti a destinazione vengono sottoposti a misure di screening ma non a isolamento.

Anche Cipro è raggiungibile senza troppe difficoltà: i passeggeri provenienti dai paesi considerati “rossi” devono presentare un certificato Covid-19 negativo di test molecolare effettuato non più di 72 ore prima della partenza e ripetere il test all’arrivo, rimanendo in autoisolamento fino all’esito dell’esame. Morbida anche la Croazia: si può accedere presentando l’esito negativo al tampone effettuato nelle 48 ore precedenti all’arrivo. Nemmeno la Svizzera prevede la quarantena, a patto però che non si provenga da una regione italiana ad alto rischio ossia catalogata come rossa. Diverso il discorso in Grecia, dove per tutti coloro che fanno ingresso nel Paese è previsto fino a data da destinarsi l’obbligo di rispettare un periodo di autoisolamento fiduciario.
 

 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 29 Marzo 2021, 09:51
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