Vacanze, estate in mascherina ma via il coprifuoco. Resta lo stop alle discoteche

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di Mauro Evangelisti

Sarà una estate con la mascherina ma - salvo impreviste impennate del virus - senza coprifuoco. Le discoteche molto difficilmente potranno riaprire, anche se ormai il confine tra un locale dove si balla e un bar sulla spiaggia che tiene la musica alta è molto labile e, dunque, gli eccessi e gli errori dell’anno scorso sono ancora una incognita. La macchina del turismo si è già messa in moto: le offerte sui voli per Sicilia, Sardegna, Puglia, Canarie, Baleari e isole greche ormai compaiono in quasi tutti gli aeroporti italiani, anche i più piccoli. Ma pensare che tutto sarà come nel 2019 e che la parentesi coronavirus sarà chiusa è illusorio.

PERCHÉ DOVREMO USARE LA MASCHERINA?

Oggi circa il 10 per cento degli italiani ha ricevuto almeno una dose del vaccino. Per luglio, stando alle promesse del governo, dovremmo essere al 60 per cento. Perché allora sarà ancora necessario proteggersi e vietare gli assembramenti? La risposta del professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano: «Anche nella migliore delle ipotesi, anche in presenza di una ampia copertura vaccinale, ci sarà inevitabilmente un numero importante di persone, soprattutto giovani, che quest’estate non saranno ancora state vaccinate. Dunque, se vogliamo limitare la circolazione del virus dovremo tutti fare un piccolo sacrificio come continuare a utilizzare le mascherine. Inoltre, ricordiamolo sempre, una persona immunizzata non si ammala, ma per ora non ci sono abbastanza dati a disposizione per dire che non s’infetta e non possa trasmettere il virus. Certo, ci potrebbe essere un allentamento nei luoghi all’aperto, ma bisognerà valutarlo sulla base della situazione epidemiologica che avremo a giugno e luglio».

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PISTE DA BALLO ANCORA VUOTE?

Vari episodi, da Seul alla Grecia, dalla Croazia alla Sardegna, hanno dimostrato l’estate scorsa che le discoteche, soprattutto al chiuso ma anche all’aperto, sono luoghi in cui la trasmissione del virus è particolarmente veloce. «Spiace dirlo - afferma il professor Pregliasco - ma questa potrebbe essere un’altra estate senza grandi luoghi di aggregazione come appunto le discoteche. Speriamo che sia l’ultima». Va detto che in altri paesi europei la situazione è cambiata: in Spagna - da Madrid alla Costa del Sol - vengono segnalati locali aperti e dj al lavoro, sia pure con la limitazione delle chiusure alle 23. Qualche settimana fa i contagi nella penisola iberica sono diminuiti, bisogna però valutare se il (quasi) “liberi tutti” di questi giorni alimenterà una quarta ondata. Intanto, decine di migliaia di francesi hanno lasciato il loro Paese per fuggire dal lockdown che coinvolge dal 20 marzo un terzo della popolazione a Parigi e dintorni, nel nord e nel sud vicino Nizza: si sono trasferiti in Spagna, anche grazie allo smart working, per godere della maggiore (ma insidiosa) libertà.

 

 

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SARANNO FERIE SENZA COPRIFUOCO?

In Italia oggi bisogna rientrare alle 22, ma da maggio-giugno potremo riappropriarci della notte? «In linea di massima - replica il professor Pregliasco - è possibile che il coprifuoco in estate possa terminare, ma forse sarebbe utile seguire l’esempio del Regno Unito e fissare un calendario di riaperture e alleggerimento delle misure di contenimento collegato all’abbassamento del numero di casi di positivi e alla crescita della percentuale degli italiani vaccinati».

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PASSAPORTO VACCINALE E TAMPONI

Del passaporto vaccinale si parla sia a livello europeo sia nei singoli Paesi, Italia compresa. La sua applicazione sembra ormai inevitabile, mentre accelerazioni sono già in corso: la Grecia che ha aperto ai turisti israeliani vaccinati e la Thailandia in alcune zone da luglio accoglierà visitatori stranieri senza quarantena se immunizzati. In parallelo, proseguirà la strategia dei tamponi richiesti per viaggiare (aerei e traghetti). Si tratta di una formula collaudata all’aeroporto di Fiumicino, che ha effettuato i primi voli “Covid free” già nel 2020. Questo sistema è declinato in vari modi: tampone agli arrivi in aeroporto, tampone prima di partire (in aeroporto o in un laboratorio privato). I tour operator, ad esempio, stanno già vendendo la formula “volo, hotel e tampone” a chi vuole andare alle Canarie. Inoltre, l’Unione europea sta studiando un certificato che garantisce standard di pulizia e igiene come forma di prevenzione del coronavirus nelle strutture turistiche per ripristinare la fiducia dei consumatori.
 

 

 

 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 29 Marzo 2021, 09:24
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