L'ultima tortura dei soldati russi: tagliano i genitali con un taglierino a un prigioniero ucraino

Le immagini diffuse via Telegram stanno facendo il giro del web nonostante Twitter, Facebook e Instagram stiano cercando di limitarne la diffusione

L'ultima tortura dei soldati russi: tagliano i genitali con un taglierino a un prigioniero ucraino

L'ultima barbarie della guerra arriva da Severodonetsk, dove un soldato ucraino prigioniero delle forze russe è stato torturato tagliandogli i genitali con un taglierino. Le immagini sono state diffuse sui canali Telegram che stanno raccontando la guerra da vicino e i social più conosciuti in Occidente (Facebook, Twitter, Instagram) stanno cercando in tutti i modi di vietarne la diffusione. Perché sono immagini choc, nelle quali un soldato russo tortura con violenza il prigioniero ucraino, a terra e con le mani legate. Ma proprio i social sono riusciti a risalire all'identità del responsabile, difficile da verificare in un contesto come quello della guerra in Ucraina. 

«Russi hanno torturato, detenuto e rapito civili»

Torture che vanno avanti dall'inizio della guerra. Tanto che per ultima anche l'Ong Human Right Wacth (Hrw) ha denunciato torture, detenzioni illegali e sparizioni forzate a cui le truppe russe stanno sottoponendo i civili nelle aree occupate delle regioni di Kherson e Zaporizhzhia. «Le forze russe hanno trasformato le aree occupate dell'Ucraina meridionale in un abisso di paura e di selvaggia anarchia - ha dichiarato in una nota Yulia Gorbunova di Hrw Ucraina -. La tortura, il trattamento disumano, così come la detenzione arbitraria e la reclusione illegale di civili, sono tra gli possibili crimini di guerra che abbiamo documentato».

L'organizzazione ha parlato con 71 residenti di Kherson, Melitopol, Berdiansk, Skadovsk e di altre 10 città e paesi nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia, che hanno descritto fino a 42 casi in cui le truppe russe avrebbero fatto sparire con la forza civili, detenuti arbitrariamente o addirittura torturati. Inoltre, Hrw ha documentato che tre membri delle Forze di difesa territoriale ucraine erano stati fatti prigionieri di guerra e che due di loro sarebbero morti. «Lo scopo dell'abuso sembra essere quello di ottenere informazioni e instillare la paura - ha affermato l'Ong - in modo che le persone accettino l'occupazione, dal momento che la Russia cerca di affermare la sovranità sul territorio occupato in violazione del diritto internazionale».

Gli intervistati hanno affermato di essere stati torturati o di aver assistito a torture attraverso percosse prolungate e, in alcuni casi, scosse elettriche. Hanno anche descritto lesioni tra cui costole rotte e altre ossa e denti, gravi ustioni, commozioni cerebrali, vasi sanguigni rotti negli occhi, tagli e lividi. Nello specifico, uno dei residenti - che aveva organizzato una protesta - ha assicurato che le forze russe lo avrebbero picchiato con una mazza da baseball durante la sua detenzione. Un altra persona è stata trattenuta per un massimo di sette giorni e, quando è uscita, «riusciva a malapena a camminare». I residenti hanno anche affermato di essere stati bendati e ammanettati durante la loro detenzione e tenuti con pochissimo cibo e acqua e senza assistenza medica. In diversi casi, le forze russe hanno rilasciato i detenuti solo dopo che questi ultimi avevano firmato una dichiarazione in cui promettevano di «collaborare» con le autorità o registrato un video in cui esortavano gli altri a collaborare.

 

Ultimo aggiornamento: Sabato 30 Luglio 2022, 22:22
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