Studentessa di 21 anni soffre di sette malattie rare, ma lei non molla e punta alla laurea: «Non ho un domani ma nulla è impossibile»
di Simone Pierini

Studentessa di 21 anni soffre di sette malattie rare, ma lei non molla e punta alla laurea: «Non ho un domani ma nulla è impossibile»

Si chiama Noah Higón, valenciana di 21 anni. La sua storia è quella di una combattente. Senza se e senza ma. Il suo corpo è stato colpito da sette malattie rare, una dopo l'altra. E da tredici interventi chirurgici. La sua anima è invece intoccabile, così come il suo sorriso e la sua forza. Sta studiando per diventare laurearsi senza la certezza di svegliarsi il giorno dopo. Ed è lei stessa ad affermarlo. Ha pubblicato un libro in cui racconta la sua vicenda e nel quale urla con forza il suo motto di vita: «Nulla è impossibile»
 

 

All'età di dieci anni le fu detto che soffriva della sindrome di Ehlers Danlos. A sedici anni arriva anche la sindrome di Wilkie e la sindrome delle Schiaccianoci.  Neanche dodici mesi ed ecco comparire la Gastroparesi. A diciotti anni sviluppa la sindrome di Raynaud. A venti la sindrome della vena cava inferiore e - infine - quella di May-Thurner. Ma, come sostiene, «nulla è impossibile» e Noah continua a lavorare per coltivare il sogno di laurearsi in giurisprudenza e scienze politiche. Il suo libro si chiama "Che dolore sono i tuoi occhi", scritto dalla stanza dell'ospedale La Fe di Valencia, che ormai considera la sua seconda casa.

In un'intervista all'agenzia spagnola Efe a spiegato la scelta di raccontare sui social network la sua vita. «Voglio mostrare "il buono, il cattivo, il normale" della mia vita», dice. «Nella vita arriva una svolta in cui o vai avanti o affondi», confessa aggiungendo che ha imparato ad apprezzare momenti semplici, comuni, come andare a bere qualcosa con sua madre. «Non ho un domani, ho sempre vissuto senza sapere se avessi un domani».

Il libro «mostra la maturazione di una ragazza che non può mai vivere come una ragazza, di un'adolescente che non ha mai avuto un'adolescenza e di una donna che cerca di diventare una donna», dice all'Efe. Afferma che la vita non le ha dato il "dono" di essere un medico, un infermiere o un genetista, ma studia giurisprudenza e scienze politiche perché crede che «dalle istituzioni, le cose possono essere cambiate e da lì possiamo cambiare la salute». Ma no, non si sente un "esempio" tutti: «Sono solo Noah».

Tina Girbés, vicedirettrice della reparto di ricerca e insegnamento del dipartimento di La Fe e amica personale di Noah, afferma che una delle cose che la affascina di più della giovane valenciana è «la sua fragilità e, allo stesso tempo, una forza immensa». «Ha toccato la più profonda disperazione, di sentire la morte così vicina e tuttavia grida di essere vivo, di voler vivere. La sua vita è piena di progetti personali e collettivi», conclude Girbés.


Ultimo aggiornamento: Sabato 15 Febbraio 2020, 13:32
© RIPRODUZIONE RISERVATA