Patrick Zaki, arrestato il direttore dell'Ong per cui lavorava lo studente in carcere da 10 mesi

Patrick Zaki, arrestato il direttore dell'Ong per cui lavorava lo studente in carcere da 10 mesi

Continua a destare angoscia la vicenda dell'arresto e della detenzione di Patrick Zaki in Egitto. Ad una storia già agghiacciante, si è aggiunto un nuovo capitolo: è finito infatti in carcere anche il direttore dell'Ong per cui lo studente, ricercatore all'Università di Bologna, lavorava. Anche altri due attivisti erano stati imprigionati dalla polizia egiziana negli scorsi giorni, nel tentativo di tagliare la testa all'organizzazione che si batte per i diritti umani nello Stato nordafricano. 

 

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Sono passati quasi dieci mesi da quanto la Procura per la Sicurezza dello Stato egiziana ha arrestato lo studente Patrick Zaki, all’aeroporto del Cairo, con delle accuse disumane, come propaganda sovversiva su Facebook. Nonostante i continui appelli della popolazione civile e dell'instancabile lavoro di numerose associazioni umanitarie, Amnesty International in testa, Patrick è ancora dietro le sbarre, senza la possibilità di vedere i propri familiari (se non in rarissime occasioni e per brevissimi colloqui) e con il rischio di contrarre il Covid. Si trova inoltre in una delle prigioni più pericolose e dure che esistano, il penitenziario di Tora, nella sezione dedicata agli oppositori politici. 

 

La situazione continua però a peggiorare, e alle richieste di rispetto dei diritti umani, l'Egitto risponde con il pugno di ferro. Nel giro di pochi giorni, sono finiti in carcere anche i vertiti dell'Organizzazione non governativa per cui lavorava Patrick, a difesa dei diritti umani: «Iniziativa egiziana per i diritti personali» (Eipr). Ultimo, il direttore esecutivo Gasser Abdel Razek per il quale sono stati disposti i primi 15 giorni di custodia cautelare in carcere. Prima di lui, era stata la volta del direttore amministrativo Mohamed Bashir e del responsabile dell’unità di giustizia penale, Karim Ennarah. 

 

Ieri, subito dopo il fermo di Razek, l'ambasciatore d'Italia al Cairo, Giampaolo Cantini, insieme a numerosi capi missioni di altri Paesi non solo europei, aveva inviato una lettera al ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry per richiedere il rilascio dei dirigenti. 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 20 Novembre 2020, 13:00
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