Migranti, «figli chiusi in gabbia e separati dai genitori». Nel video il pianto dei bimbi alla frontiera tra Usa e Messico

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di Domenico Zurlo

Bimbi chiusi in gabbia che piangono disperati, lontani dalla mamma e dal papà. È la scena terribile dei migranti in una struttura a McAllen, in Texas, al confine con il Messico, in cui vengono trattenuti i minori separati dai genitori dopo l’ingresso illegale negli Stati Uniti d’America. Separati per giorni, a volte anche per settimane, come ha raccontato la Associated Press che ha pubblicato anche le immagini choc.

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Una politica figlia delle strategie dell’amministrazione di Donald Trump: alla frontiera tra Usa e Messico i migranti vengono intercettati, separati dai figli e portati altrove ad aspettare il verdetto sulla loro permanenza o meno nel Paese. La Ap racconta di una ragazzina adolescente costretta a prendersi cura di una bambina piccola, con il pannolino, che non era nemmeno sua parente: nelle ultime sei settimane sarebbero almeno duemila i minori trattati in questo modo.
 

Intanto le proteste delle associazioni dei diritti umani, furiose con Trump, hanno portato molti repubblicani ad una posizione sempre più critica con la Casa Bianca. Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, pensa che i «bambini non devono essere traumatizzati dividendoli dai genitori. L'unità della famiglia deve essere preservata», ha detto il portavoce del Palazzo di Vetro, Stephane Dujarric. Guterres, ha precisato, in linea di principio «crede che rifugiati e migranti devono essere trattati con dignità, rispetto, e in conformità al diritto internazionale».


Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Giugno 2018, 13:15
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