Il Governo vara la rivoluzione fiscale: dall'Irpef all'Iva e al Catasto. Draghi: «Le tasse non aumentano»

Il Governo vara la rivoluzione fiscale: dall'Irpef all'Iva e al Catasto. Draghi: «Le tasse non aumentano»

Mario Draghi tira dritto e nonostante i mal di pancia della Lega il Consiglio dei ministri approva la delega fiscale. Il testo, approvato senza i voti dei ministri leghisti che hanno lasciato la riunione, è composto da 10 articoli e dà al governo la delega ad approvare entro diciotto mesi una riforma organica, che ridisegnerà tutte le principali imposte. Tra le indicazioni contenute nel testo c'è il superamento graduale dell'Irap, una revisione dell'Ires, la semplificazione delle addizionali comunali e regionali che diventeranno sovraimposte.

 

 

Poi una graduale riduzione delle aliquote Irpef con un intervento sul cuneo fiscale, soprattutto per i giovani, una razionalizzazione dell'Iva e delle imposte indirette sulla produzione e sui consumi. Il governo intende anche rivedere l'attività di riscossione e renderla più efficiente. Per attuare gli sgravi fiscali sono già stati stanziati due miliardi per il 2022 e un miliardo negli anni successivi. Ma le risorse potrebbero diventare più sostanziose grazie ai proventi della lotta all'evasione fiscale che sarà uno dei pilastri della riforma. Un'azione necessaria, secondo il ministro dell'Economia Franco, per ridurre le aliquote e avere una distribuzione del carico più favorevole alla crescita economica.

 

Per quanto riguarda la riforma del catasto, Draghi ha rassicurato: «Non è una revisione ma una riformulazione. Nessuno pagherà di più o di meno, le rendite restano invariate». In particolare è previsto un aggiornamento della mappatura catastale per far emergere immobili non censiti, abusivi, edificabili accatastati come agricoli. La riforma entrerà in vigore dal 2026 ma la delega chiarisce che «i nuovi criteri non andranno utilizzati per la determinazione della base imponibile dei tributi».

 


Con l'approvazione della delega fiscale Mario Draghi ha dato un messaggio chiaro. Il governo va avanti a prescindere dalle fibrillazioni post-elettorali. Ma la Lega non ci sta. Contesta la revisione degli estimi catastali, la riforma dell'Irpef, ma soprattutto quello che Salvini non digerisce è il metodo: «I ministri non possono avere in mano la bozza mezz'ora prima della riunione. Non è l'oroscopo, non è possibile avere mezz'ora di tempo per analizzare il futuro degli italiani».


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 6 Ottobre 2021, 07:56
© RIPRODUZIONE RISERVATA