Coronavirus, i cani e i gatti non rappresentano un pericolo per l'epidemia: non sono contagiosi. E in quarantena con noi, sono più felici
di Gianluca Malandra – medico veterinario

Coronavirus, i cani e i gatti non rappresentano un pericolo per l'epidemia: non sono contagiosi.

Cominciamo con il dire forte e chiaro che cani e gatti non rappresentano un pericolo per l’epidemia di coronavirus in corso. È quanto l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ribadito più volte nel corso delle ultime settimane, sottolineando come non vi siano evidenze relative alla possibilità di contagio da parte degli amici a quattro zampe.

Ciò doverosamente premesso, in molti mi chiedono, in questi giorni in cui la grave emergenza sanitaria ci obbliga a rimanere in casa, quanto il nostro cane può soffrire per gli improvvisi cambi di abitudini. Dirò subito che i nostri amici a quattro zampe traggono un beneficio enorme dalla nostra presenza: il fatto di averci in casa, indiscutibilmente, li rende felici. Poi, certo, hanno l’esigenza di uscire, cosa peraltro permessa dalle prescrizioni per il contrasto e il contenimento del diffondersi del COVID-19.

Normalmente i nostri cani hanno bisogno di più uscite giornaliere, almeno tre, di cui possibilmente una deve essere lunga almeno 30-45 minuti. Come fare, quindi, in questi giorni? Ovviamente, seguendo le indicazioni, dobbiamo rimanere a distanza di almeno un metro dagli altri, ma nulla vieta che i cani entrino in contatto. Questo non rappresenta in alcun modo un pericolo, né per loro, né per noi,  poiché non sono veicolo indiretto di coronavirus, e non possono quindi trasferirlo.  Il fatto di non andare nei parchi, o nelle aree cani, e di non incontrare i loro amici, quelli con cui giocano solitamente, non sarà un problema per loro. Probabilmente si chiederanno il perché di un nuovo giro, ma presto lo dimenticheranno, perché saranno interessati da una nuova cosa da annusare e dalla scoperta di un nuovo luogo.

In casa, invece, è consigliabile inventare dei giochi per loro, approfittare del momento per regalare ai nostri amici uno stato di serenità e benessere. Ad esempio attraverso il gioco del “cerca”. Preparate dei piccoli pezzetti di cibo di cui è goloso, chiudetelo in una stanza in modo che non vi veda mentre li mettete in terra a distanza di qualche metro uno dall’altro formando una sorta di “percorso”. Alla fine di questo percorso nascondete l’ultimo pezzo in un posto non visibile ai suoi occhi. A questo punto aprite la porta e iniziate a dirgli “cerca… dai cerca… dov’è?...trovalo…” In questo modo affinerà l’olfatto, si divertirà e sarà anche contento di mangiare una prelibatezza. Fategli sempre molte feste dopo che ha raggiunto l’obiettivo. Dopo un po’ di giorni di questo esercizio potete provare a mettere solamente l’ultimo pezzo nascosto (sempre in un posto diverso) e farglielo cercare.

In conclusione, quindi, giocate, giocate e ancora giocate. Poi, portate il vostro cane a fare le uscite classiche, almeno tre, come dicevamo prima. Potete anche allungarle di qualche minuto, ma non fatele diventare un pretesto per uscire perché vi state annoiando. Non nascondetevi dietro al fatto che il cane ne ha bisogno, poiché non è così. E’ solo un’azione da incoscienti e da egoisti che non aiuta nella vittoria di questa emergenza sanitaria che, purtroppo, si sta trasformando in una vera e propria guerra contro un nemico invisibile.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 19 Marzo 2020, 21:58
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