Treviso, cane massacrato da un cacciatore a pedate e botte col calcio del fucile

di Elena Filini
«L'esito dell'autopsia si avrà domani, ma le ferite riportate sono compatibili con percosse da calcio di un fucile e altri maltrattamenti». Dietro il burocratese il dottore Schivenin dell'ambulatorio veterinario di Conegliano (Treviso) ha la voce rotta. Rocky, un cagnolino dal pelo color miele, non ce l'ha fatta. È morto 24 ore dopo il ricovero d'urgenza per i calci e le botte con cui un cacciatore lo ha finito sulla soglia di casa. «Purtroppo ne vediamo troppe di storie così. Forse questa volta, visto che sono intervenuti i carabinieri, chi ha compiuto un simile scempio avrà un nome. E speriamo una sanzione. Anche se stiamo parlando di pene ancora troppo lievi».

L'EPISODIO
Scene inquietanti a Vazzola, persone pericolose che posso praticare il proprio sport preferito tranquillamente in possesso del porto d'armi. La cronaca della morte di Rocky è raccontata dai proprietari. Che, dopo aver cercato di salvare il proprio cane, si sono rivolti all'Enpa. L'episodio è accaduto la mattina del 27 ottobre. Maria e Massimo aprono il cancello per far entrare degli amici, pochi minuti dopo si sentono i guaiti del meticcio di casa, Rocky. «Vicino a lui - spiega Adriano De Stefano - un signore sulla settantina, che vestiva gli abiti classici del cacciatore, che colpisce ripetutamente e con veemenza il piccolo Rocky con il calcio del fucile e con poderose pedate». La proprietaria, in lacrime, chiede all'uomo di smetterla ma lui la minaccia con l'arma e le intima di entrare in casa. La signora chiama i carabinieri e fotografa il cacciatore intento ad accanirsi sul cane. L'uomo poi si allontana seguendo una stradina laterale. Pare però ci siano dei testimoni: un paio di compagni di battuta.

L'AGONIA DELLA BESTIOLA
Il referto dell'ospedale è chiaro. «Paziente in stato di choc, tachicardia, vistosa lacerazione di cinque centimetri della cute sulla groppa con abbondante perdita di sangue, enorme tumefazione sul lato destro dell'addome». Purtroppo non si è potuto procedere perché Rocky è deceduto il pomeriggio del giorno dopo per i traumi subiti. Il cacciatore è stato denunciato e, dalle foto scattate, pare sia stato identificato. Il reato contestato è di maltrattamento ma, poiché quando è stata presentata denuncia Rocky era ancora in vita, ora si aggiungerà l'aggravante dell'uccisione dell'animale. «L'Enpa- conclude De Stefano - si è resa subito disponibile nel prestare tutto il necessario supporto legale è farà di tutto per evitare che questo animalicida concluda con il solito patteggiamento ma finisca a processo davanti a un giudice».
Elena Filini 
Sabato 16 Novembre 2019, 13:14
© RIPRODUZIONE RISERVATA