Roma, apre Beverly: dalla Non McCarthy Salad al Sundae fai da te, “Californian vibes” nel nuovo ristorante di The Hoxton, Rome
di Sabrina Quartieri

Roma, apre Beverly: dalla Non McCarthy Salad al Sundae fai da te, “Californian vibes” nel nuovo ristorante di The Hoxton, Rome

La cucina è allegra, frizzante e spontanea, per le composizioni e i colori delle portate, che strizzano l’occhio ai piatti più iconici della West Coast americana e del Messico. Nel menu di Beverly, il nuovo ristorante di The Hoxton, Rome, hotel che ha recentemente inaugurato nella Capitale nel quartiere Parioli, non manca, infatti, la Non McCarthy Salad, ispirata alla celebre McCarthy Salad del Beverly Hills Hotel di Los Angeles, ma rivisitata in una variante tutta italiana con 10 ingredienti stagionali; e si trova pure il Taco fai da te, con maiale sfilacciato, guacamole, pico de gallo, panna acida e salsa piccante. Per divertirsi, poi, c’è la possibilità a fine pasto di costruirsi il proprio Sundae, la coppa di gelato americana che, da Beverly, si personalizza, scegliendo tra diversi gusti realizzati artigianalmente con prodotti freschi, e combinando differenti garnish come gli smarties, le praline, la panna o, ancora, le salse di cioccolato e di caramello. 

 

 

 

A dirigere la brigata in cucina è chef Alessandro Stefoni, romano di Ostia, con diverse esperienze internazionali alle spalle e allievo nella Capitale della “scuola” di Francesco Apreda (con lui ha trascorso tre anni come sous chef nel ristorante stellato Imàgo dell’Hassler Hotel). E Stefoni riparte proprio da questo importante tassello della sua carriera: «Francesco mi ha trasmesso la voglia e il coraggio di provare, di buttarsi nelle cose senza avere paura. Provo a farlo qui da Beverly, proponendo un menu allegro, frizzante e spontaneo, senza contaminare l’alimento. Ho voluto inserire delle influenze californiane e messicane nei piatti, ma gli ingredienti, di assoluta qualità, sono i prodotti stagionali italiani che provengono da piccoli produttori», conclude lo chef. 

Ecco che, allora, la filosofia del “from farm to table” di cui è stata chef pioniera e attivista, l’americana Alice Waters (da sempre sostenitrice della tracciabilità degli alimenti e di una cucina autentica, dove il buono coincide con il sano), si tocca con mano: orti, fattorie e aste del pesce locali sono gli unici interlocutori di Beverly, quando si tratta di scegliere da chi acquistare la materia prima. Così, il pescato arriva da Fiumicino, i latticini da Maccarese, le erbe spontanee da Frascati, grazie all’attività di foraging di una signora che si chiama Regina; ancora, l’olio è della Sabina, la pasta è la Verrigni (abruzzese), le tortillas sono di mais tutto italiano, il maiale della Toscana, come anche gli hamburger di vitellone, rigorosamente macinato in casa Beverly. In carta si trovano anche il Pinzimonio di stagione accompagnato da tortillas croccanti e salsa Green Goddess; lo Spaghettone di Alice, in onore di Alice Waters, servito tiepido a metà tra insalata e pasta, con melanzane, pinoli tostati e olive nere taggiasche infornate; o, ancora, il Fianchetto di manzo alla griglia con chimichurri all’italiana e il Lustrino ai carboni con la salsa al pastor.

«La cucina californiana non sopravvive senza quella messicana, e viceversa. Noi ci siamo lasciati ispirare da esse partendo dalle ricette madre autentiche, ma riproponendole con un twist italiano – racconta lo chef – Un esempio? Il chimichurri, una salsa del Centro America fatta di erbe aromatiche frullate con aglio. Ma la nostra versione, al posto del coriandolo, contiene dragoncello, basilico e maggiorana. Nella Non McCarthy salad mantengo invece il Blue cheese, che qui è un gorgonzola, e l’avocado, ma si tratta di quello nostro siciliano», conclude Stefoni, che ha ideato la proposta gastronomica in partnership con Sara Levi, sous & pastry chef di Rome Sustainable Food Project. Il nuovo ristorante, sempre aperto a pranzo e a cena a partire da giovedì 16 settembre (e con il brunch il weekend), offre una pausa all’insegna del gusto per i clienti romani e internazionali, gli ospiti dell’hotel, dove l’imperativo a tavola è “Play fun”: divertirsi, mentre si assaggiano prelibatezze è un “must” da Beverly.

«Il servizio è molto accurato, ma anche decisamente rilassato e il menu è vasto, vario e divertente, con alcuni piatti da costruire assieme», spiega il Restaurant Manager Giacomo Diamare, romano d’origine e con esperienze estere, in particolare a Londra al JW Marriott di Marble Arch. Il ristorante, che già dal nome sottolinea il legame con la cucina californiana da cui attinge, e allo stesso tempo omaggia l’architettura che lo ospita (l’edificio originale anni ’70 che un tempo accoglieva l’hotel Beverly Hills), si compone di una grande cucina a vista, che domina l’ampia sala sormontata da un grande lucernario, dal quale scendono piante rigogliose; le pareti, rivestite da una boiserie in legno, sono costellate di opere d’arte, parte della collezione di The Hoxton, Rome. Lo stile ricercato è all’insegna di arredi vintage, di una palette di colori caldi e materiali naturali.

Quello che manca da Beverly della solarità della West Coast, è un po’ di luce: l’illuminazione soffusa crea un ristorante dall’atmosfera intima e questo stona con il mood vivace e colorato delle “Californian vibes”, oltre al fatto che non permette di leggere bene il menu o di vedere cosa ci sia nei piatti. Specie in quelli divertenti da comporre in compagnia. Come i tacos, che richiedono la scelta tra tante differenti salsette, dal guacamole a quelle più spicy. Ma l’intenzione è buona: «I tacos o il gelato Sundae fai da te li abbiamo voluti perché sono aggregativi, una condizione che c’è venuta a mancare in questi tempi pandemici. Finalmente si può tornare a fare i “mix and match” che vuoi e con chi vuoi», afferma col sorriso lo chef di Beverly. E per brindare alla nuova normalità, al ristorante c’è il Lilikoi cocktail, dove il gusto tropical del drink è in un bicchiere a forma di fenicottero rosa, già pronto a diventare il pezzo iconico più instagrammabile del locale.


Ultimo aggiornamento: Martedì 14 Settembre 2021, 13:04
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