Il Financial Times stila la lista delle 50 migliori botteghe di cibo del mondo: quali sono le sette insegne italiane
di Sabrina Quartieri

Il Financial Times stila la lista delle 50 migliori botteghe di cibo del mondo: quali sono le sette insegne italiane

Dove trovare i prodotti enogastronomici più squisiti del Pianeta, dai classici di New York alle spezie degli empori indiani, fino alle salsicce tedesche? A svelare le insegne da non perdere è il Financial Times che, nell’articolo “The 50 greatest food stores in the world”, stila la lista delle 50 migliori botteghe di cibo del mondo. Tra queste, ben sette sono in Italia: se due si trovano a Roma e altrettante a Venezia, le altre tre sono a Milano, a Morbegno in Valtellina e a San Miniato in Toscana. Nella Capitale, l’autorevole giornale economico-finanziario britannico, segnala “Beppe e i suoi formaggi” e “Roscioli Ristorante Salumeria”. Del primo si legge: «Secondo la scrittrice gastronomica Rachel Roddy, questo negozio accogliente nel Ghetto ebraico è la principale bottega gastronomica della città. Il proprietario, Beppe Giovale, proviene da una famiglia che dal 1600 produce formaggi in Val di Susa e nell'alpeggio estivo del Colle del Piccolo Moncenisio, sulle alpi francesi. Dalle loro capre, pecore e mucche di razza rara si producono decine di formaggi spettacolari tra cui il primo sale e la ricotta, e si possono trovare anche salumi di prima qualità, oltre a vino e pasta».

 

Per il titolare Beppe, ritrovarsi “segnalato” è stata una gradita sorpresa: «È un bellissimo riconoscimento alla passione della mia famiglia, al lavoro di tutti noi, agli sforzi dei nostri amici  artigiani e produttori. Ci voleva proprio in un periodo così difficile nel quale i nostri clienti non hanno smesso di sostenerci». Del secondo indirizzo romano, invece, si scrive: «I fratelli Alessandro e Pierluigi gestiscono una delle migliori vetrine della città, con altre persone della famiglia Roscioli presenti anche alla cassa, p che versano lo spumante e creano persino delle playlist (vanno forti sui classici anni ’70). La selezione di salumi e formaggi, italiani e non, non ha rivali. C'è una proposta di vini ricercata e moderna, grazie al sommelier Maurizio Paparello. I cibi confezionati, dalle acciughe del Cantabrico e tonno gourmet alle verdure sott’olio (verdure marinate in olio di oliva) ai classici kit di pasta romana (carbonara, amatriciana, cacio e pepe), sono i migliori».

 

Passando a Venezia, a essere consigliata nella “Top 50” è la “Casa del Parmigiano”, ritenuta come il posto da non perdere per gli amanti del formaggio e non solo. Si legge: «La food writer Skye McAlpine, cresciuta a Venezia, descrive questo piccolo locale nel cuore del mercato di Rialto come “uno dei suoi negozi preferiti al mondo”. La selezione di formaggi è divina - pensate a ruote di pecorino profumato allo zafferano e tempestato di grani di pepe nero, alla ricotta affumicata e al candido mascarpone fresco a strati con gorgonzola morbido e delicato. Oltre ai formaggi, c'è ogni tipo di prosciutto, così come il salame e la carne stagionata, la pasta fresca (particolarmente buoni i Plin al tartufo), la pasta secca e una serie colorata di delizie in barattolo. Le code di veneziani in attesa di essere serviti si estendono per tutta la piazza».

 

La città lagunare vanta anche un’altra segnalazione: “Mascari”. Nell’articolo viene raccontato così: «Una gemma nascosta vicino al mercato di Rialto, Mascari, a conduzione familiare, è rimasto deliziosamente immutato da quando ha aperto le sue porte nel 1948. Le finestre traboccano di frutta secca, noci, dolci italiani, spezie e piatti sfacciatamente grandi di quella delicacy tutta italiana che è la mostarda di Cremona (frutta glacé senapata tradizionalmente servita con carne o formaggio). All'interno della bottega troverete barattoli su barattoli ricolmi di miele, marmellate e sughi per la pasta, e una selezione unica di cioccolato e marzapane, così come di Marmite (quasi impossibile da trovare in Italia) e Tabasco. Sul retro c'è la stanza dei liquori: dal pavimento al soffitto è un susseguirsi di bottiglie, tutte con l'iconico marchio che vale la pena comprare già solo per l'etichetta, come solo l'Italia sa fare».

 

A Milano si segnala invece la gastronomia “Peck”, descritta in modo telegrafico ma come un indirizzo eccellente. Del resto, come si legge nel pezzo: «Conosciuto semplicemente come il “tempio della gastronomia italiana”, questa istituzione milanese ha bisogno di poche presentazioni: carne, pesce, formaggio, cioccolato, dolci, pasta, gelato, vino». Al Financial Times non passa inosservata poi la “Bottega Fratelli Ciapponi” di Morbegno, una storica drogheria della Valtellina, che viene descritta così: «Entrare da Ciapponi è come ritrovarsi in un set del regista Baz Luhrmann. È lì dal 1883 e l'insegna originale del XIX secolo è ancora presente; gli scaffali sono pieni di formaggi, tutti stagionati nelle cantine sotterranee del negozio. Morbegno si trova in Valtellina, a est del Lago di Como, ed è famosa per il bitto, un formaggio alpino stagionato fatto con latte di mucca (e a volte con quello di capra). Non mancano i salumi, la pasta fatta a mano, la polenta, i dolci, oltre ai vini e alle grappe valtellinesi, pronti a tentare anche voi».

 

Infine, in Toscana si premia la “Macelleria Norcineria Sergio Falaschi” di San Miniato, in provincia di Pisa. Per il Financial Times è imperdibile, perché «Sergio Falaschi è un macellaio di quarta generazione che vende i suoi salumi, prosciutti e salsicce nel suo negozio nella storica San Miniato sulle colline toscane. Fa anche le sue salse in bottiglia, sottaceti e ha una bella selezione di vini naturali. Le salsicce al tartufo bianco in autunno e all'inizio dell'inverno sono le migliori in assoluto».


Ultimo aggiornamento: Lunedì 31 Maggio 2021, 14:59
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