Guida Espresso 2020. Chef, pizzaioli e vini: tutti i ristoranti top
di Rita Vecchio

Guida Espresso 2020. Chef, pizzaioli e vini: tutti i ristoranti top

È con il motto "Poco di nuovo, ma molto di buono" che si comincia a sfogliare la nuova guida dell'Espresso, tra cappelli di merito che eleggono i migliori ristoranti, pizze e vini. La definizione arriva dal suo stesso curatore, Enzo Vizzari, il giorno della presentazione in grande stile della 42esima edizione sul palcoscenico del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, al cospetto di chef, maestri pizzaioli, critici e cantine. Cento autori, esperti enogastronomici, - la guida è già in edicola e in libreria a 24,90 euro, e disponibile anche in digitale a 7,99 euro - per 2200 ristoranti insigniti di cappelli, 100 le migliori pizzerie d'Italia, di cui 32 premiate con il simbolo delle tre pizze e i migliori vini con la nuova categoria che tiene conto del prezzo (sotto i 15 euro).
Alla lista dei 5 cappelli dell'anno scorso - Casadonna-Reale, Rosa Alpina-St. Hubertus, Le Calandre, Lido 84, Osteria Francescana, Piazza Duomo, Uliassi - se ne aggiungono altri tre, la Madonnina del Pescatore di Moreno Cedroni, il Seta di Antonio Guida che passa da 3 a 5 e Villa Feltrinelli di Stefano Baiocco, mentre Da Vittorio dei Cerea e La Pergola di Heinz Beck entrano a far parte del ristretto ed esclusivo drappello dei cappelli d'oro.
«Non sono tempi di grandi cambiamenti - dice Enzo Vizzari - né di svolte epocali quelli che sta attraversando la nostra ristorazione rispetto al fermento vivo di altre parti del mondo dove si affermano nuove realtà e nuove tendenze che riscrivono le regole mondiali del gusto mentre l'Europa mediterranea tira un po' il fiato dopo due decenni di spinta. In casa nostra brillano perciò in modo più significativo le conferme dei valori noti che le novità, con un settore che si sta stabilizzando dopo gli anni dopati di un boom trainato dalla tv e da Expo».
E in un periodo in cui ferve l'attenzione e la cura per la pizza, una intera sezione della Guida è dedicata alle migliori d'Italia: tre pizze a Franco Pepe, Berberè, Dry e Cocciuto, mentre a Roma le più alte in classifica sono Pizzarium e Osteria di Birra del Borgo. Per i vini una sezione a parte con la selezione severa di Andrea Graffagnini e una serie di premi speciali che, come ogni anno, vanno a premiare tutti, dal mêtre di sala all'osteria.

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Martedì 15 Ottobre 2019, 05:01
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