Istanbul, il "nuovo" quartiere di Beyoğlu: alla scoperta di luoghi insoliti e nascosti tra arte, moda e cinema

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di Laura Larcan

Istanbul, città tanto nota, quanto sempre da riscoprire, tanto densa di storia ultramillenaria, quanto dal temperamento moderno votato al rinnovamento. E’ facile trovare questa definizione per Istanbul: «l’unica metropoli al mondo ad abbracciare due continenti, ponte tra civiltà, culture ed economie». Vero. Ma cosa vuol dire? Istanbul è la città delle “regole del caos” (per citare un meraviglioso film di Alan Rickman): magicamente caotica ma con una sua sorprendente coerenza. Bisogna solo abituare gli occhi a tanta stratificazione di popolazioni, culti, stili. Basta comprenderne i codici, il linguaggio, la filosofia, e il resto è pura emozione. Un’origine legata ai sette colli (come Roma) ma che oggi sembrano moltiplicati in dieci, cento mille alture che disegnano strade, vicoli, scalinate (queste quasi sempre opere di street art) in uno skyline puntellato di minareti e cupole di moschee ad incorniciare il Bosforo, meraviglia delle meraviglie tra il Mar Nero e Mar di Marmara, con i suoi ponti avveniristici.

 

Città ultramillenaria, dicevamo, che ha intrecciato come un arabesco cultura romana, bizantina, incursioni genovesi, fino ai fasti ottomani, ma che riesce a svelare oggi anche un’anima moderna. Il folklore genuino resta intatto, con le costruzioni medievali in legno, i palazzi secenteschi e ottocenteschi animati dai bow-window, le adorabili colonie di gatti, il “passaji” (la stradina al coperto dove si affacciano gioiellerie, boutique, ristoranti...), la cucina speziata, il tè “çay” da sorseggiare a tutte le ore, il canto dei “muezzin”, le gigantesche navi sul Bosforo (quelle che ama “contare” anche lo scrittore premio Nobel, Orhan Pamuk, per passare il tempo). Ma con la capacità di accogliere il visitatore dell’Occidente con un colpo d’occhio elegantemente bohemien resta sempre sorprendente. Così si rinnovano quartieri interi.

LA NUOVA BEYOGLU

E’ il caso di Beyoğlu, quartiere dall’anima antica, di sfumature vintage, di scorci pittoreschi e nostalgici, ma votato ora ad offrire itinerari insoliti costellati di sorprese. Per una Istanbul da scoprire o da riscoprire. Complice un autentico festival culturale, una rassegna multi disciplinare di iniziative che fino al 14 novembre 2021 regala aperture straordinarie di palazzi secolari praticamente sconosciuti agli stessi residenti, gallerie d’arte realizzate in spazi assolutamente inaspettati, esposizioni di artisti e performer turchi di nuova generazione, ma anche spettacoli, musica, moda, arti applicate. L’essenza attuale, in fondo, di questa meravigliosa e complessa città. Ideato e organizzato dal Ministero della Cultura e del Turismo (guidato da Mehmet Nuri Ersoy) il Beyoğlu Culture Route Project «mette in evidenza il valore internazionale di Istanbul e le sue risorse storiche, architettoniche, economiche e turistiche», spiegano gli organizzatori. La manifestazione diventa lo spunto per esplorare il quartiere di Beyoğlu (e alcuni suoi confini), anche dopo il 14 novembre.

Il passo deve essere calmo, lento, cadenzato, deve accompagnare gli occhi a scrutare, osservare, scoprire i cento mille dettagli di questi angoli del quartiere (e scordatevi i luoghi comuni su odori forti e acri) dove le stradine in discesa (e ripida salita) regalano Caffè amabili, boutique di loghi originali turchi per borse e scarpe, gioiellerie artigianali, botteghe di tessuti per bagno turco, e infinite gallerie d’arte. E si viene rapiti dalle vetrine ipnotiche di pasticcerie millecolori o dagli scorci di moschee di quartiere che all’improvviso si schiudono lungo i vicoli. Un quartiere che racconta tanto di una Istanbul che “sale”: che ha un senso della cultura radicata, ma che sa ricercare in modo scalpitante la propria identità. Un quartiere anche della movida notturna, che restituisce la frenesia e il gusto del divertimento dell’incontro tra amici. Un quartiere che fonde la storia secolare della Galata Tower con il Pera Palace Hotel tanto caro ad Agatha Christie dove concepì e scrisse “Assassinio sull’Orient Express”.

L’ITINERARIO

Il rinnovato percorso culturale di Beyoğlu può prendere inizio dal nuovo Atatürk Cultural Center (o Atatürk Kultur Merkezi, oramai noto con l’acronimo AKM) inaugurato il 29 ottobre 2021 in occasione del 98esimo anniversario della Festa della Repubblica Turca dal presidente Erdogan e dasl ministro della Cultura Ersoy. Un luogo imperdibile. Una cittadella delle arti che sfoggia un’architettura elegante e avveniristica. Si affaccia su piazza Taksim (uno dei luoghi più nevralgici di questa città che conta oltre 16 milioni di abitanti solo a livello ufficiale), e sull’emblematico Gezi Park, noto per essere stato il palcoscenico di rivolte e manifestazioni. Sempre qui giganteggia la nuova Moschea Taksim, e lo storico Casinò Taksim Maksim, vecchio di oltre un secolo, che oggi svela alcuni spazi riconvertiti in gallerie d’arte per installazioni e interventi multimediali. Si scende (rigorosamente a piedi e preparatevi allo spettacolo di un tappeto di gente) su Istiklal Caddesi, dove corre anche l’iconico Tram di Istanbul. Una sosta a Grand Pera, palazzo ottocentesco segnato da un revival di stile ottomano, privato e riconvertito in spazio multifunzionale per esposizioni d’arte. E val la pena godersi l’Atlas Sinema Muzesi, una chicca per i cinefili. Il Museo del Cinema turco, di fatto, che vuole raccontare i fasti di quella che potremmo chiamare con un vezzo naif la “Istollywood” o “Bosfollywood”. Cultura molto radicata quella della cinematografia qui, raccontata con una collezione di materiali e apparecchiature d’epoca, ma soprattutto con un percorso multimediale molto divertente votato a conoscere produzioni, film, cineasti. Sfizioso l’allestimento hi-tech del Gran Bazar, dove uno speciale modellino in scala del bazar è collegato a tablet che, inquadrando alcune parti del mercato, proiettano sequenze di film girati in quel posto (c’è pure James Bond). Si continua. Ecco il cortile della chiesa cristiana ottocentesca di Sant’Antonio che diventa spazio espositivo di artisti contemporanei. Poi si entra nel Passaggio di Odakule, animato da ristoranti tradizionali. E si raggiunge l’antichissima Torre di Galata, che vale una visita fino alla terrazza per una delle viste più belle di Istanbul (ma vale anche per le ricostruzioni 3D che rievocano i commerci marittimi con i Genovesi nel Medioevo). E giù, poi, verso il Centro artistico e culturale Tophane, storico ufficio postale dei pacchi. E infine, il nuovissimo terminal portuale della città, il Galataport. Monumento nei monumenti. Vanta anche un blocco di edifici griffati da Renzo Piano. Genovese tra gli antichi genovesi. Un complesso da vivere, tra spazi espositivi, ristoranti con vista sul Bosforo, negozi, e banchine estese per i movimenti marittimi. Con più di mille artisti, il programma dell’itinerario culturale di Beyoğlu comprende un fitto programma di eventi (consultabile su http://www.beyoglukulturyolu.com). Ma non solo.

PERCORSI ALTERNATIVI

C’è tanto da assaporare a Beyoğlu. E val la pena affrontare stradine, passaggi, scalinate, con la buona dose di curiosità per intercettare gli scorci più sorprendenti. Fatti di colore, folklore, musica (tantissimi, qui, i negozi di strumenti musicali) e modernità. Istiklal Caddesi finisce in un punto iconico di Istanbul, a Tunel, capolinea del Tram, ma soprattutto stazione-museo della seconda più antica metropolitana del mondo, i cui lavori iniziarono nel 1871 grazie all’intuizione dell’ingegnere francese Gravand. E’ ancora funzionante. Da qui, seguendo le indicazioni per la Galata Tower, è consigliabile raggiungere la zona di Karakoy. Tenendo il mare alla vostra destra, è piacevole perdersi nelle trama di stradine locali, fino alla deliziosa Hoca Tahsin, ricca di localini dove fermarsi e gustarsi un buon çay. E scoprire, tra casupole e cortiletti, persino la chiesa cristiana di San Nicola. Si raggiunge Tophane ed è intrigante risalire lungo Bogazkesen Caddesi. Da qui, si respira l’atmosfera di una Istanbul d’arte e design, chic e bohemien, pittoresca ed elegante. Boutique e gallerie d’arte dove si percepisce ricerca, fashion, artigianato, antiquariato. Splendida la deviazione su Cukurcuma Caddesi, dove si scopre il “Museo dell’Innocenza” concepito da Orhan Pamuk (una storia e un viaggio tutto a sè). Qui si intrecciano piccoli bazar di antichità e bagni turchi chic, Caffè bistrot e boutique di moda, artigiani e librerie. E palazzetti affrescati che sembrano usciti da un libro di favole (come a Faik Pasa Caddesi). Passo passo si torna su Istiklal Caddesi. Ancora qualche consiglio? Una passeggiata lungo Asmali Mescit Caddesi e il proseguimento di Kumbaraci Yokusu. E una visita a Dolmabahce Palace, l’ultima residenza ottomana, dove ha vissuto anche Atatürk. In fondo al complesso, nel padiglione del nuovo Museo della Pittura turca, si può scoprire una Caffetteria-serra sul laghetto dei cigni. Lì, una pausa “çay” è un toccasana.


Ultimo aggiornamento: Martedì 2 Novembre 2021, 15:36
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