Coronavirus e ristoranti: soluzioni originali in giro per il mondo
di Francesca Spanò

Coronavirus e ristoranti: soluzioni originali in giro per il mondo

Dalla Thailandia alla Svezia, passando dall'Italia e da Roma, dopo la quarantena forzata a causa della pandemia da Covid-19, il must è uno solo: rilassarsi all’aria aperta. Quando poi ci si riesce anche a concedere uno spuntino in qualche locale sfizioso, il ritorno alla normalità appare meno lontano. Tuttavia, non è ancora tempo di far festa senza alcuna precauzione, perché il rischio di nuovi contagi è in agguato. Se, dunque, in tutta la Penisola i controlli e le multe si moltiplicano e, altrettanti soffrono della “sindrome della capanna” e continuano a rimanere a casa, non mancano coloro che non aspettavano altro che la riapertura di bar e ristoranti.
 
 

Un pasto “particolare”: ecco dove
 

Thailandia: da queste parti le norme sono ancora molto rigide ma, visto che mangiare in compagnia pare regali benessere, allora la soluzione può essere quella di dividere il pranzo con un peluche. I clienti di un ristorante di Bangkok, il Maison Saigon, in particolare, non si sentiranno soli grazie alla presenza di panda inanimati che si siederanno di fronte al commensale. In tal modo, tra l’altro, saranno adeguatamente distanziati e non ci saranno pericoli di nessun genere.
 
Germania: per restare seduti all’aperto senza rischi, da queste parti si è pensato a un’idea davvero bizzarra. Un bar tedesco fornisce a chi entra nel locale, dei tubi per restare a galla in piscina, super colorati e lunghi un metro. I cappelli separatori sono piuttosto bizzarri, ma almeno si può godere una bibita all’aperto senza lo stress di doversi allontanare da altri sconosciuti potenzialmente portatori del virus. Si tratta del Cafe & Konditorei Rothe a Schwerin e l’opera riguarda due tubi galleggianti, incastrati fra di loro e incollati su normali cappelli.

Olanda: sicurezza e natura sono i must dell’Olanda, che ha creato il ristorante –serra ad Amsterdam, l’Etten con vista sul canale. La «Serres Séparées», rigorosamente detto in francese perché più elegante ,è una casetta trasparente al chiusO dove possono romanticamente entrare solo due persone. I camerieri servono con guanti e mascherina e con grandi vassoi, porgono ai clienti le ordinazioni evitando qualunque contatto. Sorge all’interno del Mediamatic arts centre e nei giorni scorsi è stato testato dal personale della struttura, anche per garantire una pulizia continua ed eccellente del progetto.
 
Svezia: qui a farla da padrone è la natura, con un solo tavolo in mezzo al verde. Si tratta, dunque, del primo ristorante “monocliente” e il Bord för En, locale a gestione casalinga, permette di pagare “ciò che si può”. Una sola postazione, con vista campagna, che regala un pasto genuino in totale relax: è allestito nel giardino di Rasmus Persson e Linda Karlsson, la coppia che lo gestisce a Ransäter nella contea di Värmland, in Svezia.

Roma: anche la nostra Penisola, ha pensato a una soluzione particolare anti Covid-19. In viale Gorizia, infatti, il bar Paradise mantiene le distanze con Mr. Kinder, che regala la sua compagnia ai tavoli dove non possono comunque sedersi più di due persone. Il peluche, che riprende proprio il famoso uovo al cioccolato e latte che tutti abbiamo gustato almeno una volta nella vita, aiuterà i clienti a sentirsi meno soli mentre consumano uno spuntino all’interno.
 
 
Ultimo aggiornamento: Martedì 26 Maggio 2020, 14:07
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