Mi tengo questa Inter imperfetta ma viva, dei guastafeste ne facciamo a meno

Mi tengo questa Inter imperfetta ma viva, dei guastafeste ne facciamo a meno

di Gianfelice Facchetti

Per quelli che alla vigilia di Udinese-Inter ricordavano l'incrocio del 2002 tra stadio Olimpico e quello del Friuli, non ci sarà un altro 5 maggio. Se ne faranno una ragione! Se non fossero i nostri detrattori seriali, saprebbero che quel giorno funesto è stato riscattato in gloria già nel 2010, col primo passo dell'impresa di Mourinho e figli. A poco serve ricordarglielo... Alla vigilia della sfida delicata dopo Bologna, avevano scritto di tutto e di più con la complicità dei disfattisti interni, altra categoria di cui faremmo a meno, si erano spinti addirittura a rintracciare e intervistare Gresko che oggi dirige un teatro e sa bene che nulla come il pallone assomiglia alla vita con le sue casualità e i suoi giorni no. Per questo ancora ci inchioda. Non serve scomodare quel leit motif della "pazza Inter" che ho spesso trovato fuori luogo e forzato. Questo per dire che l'Inter sconfitta mercoledì, ha reagito al meglio contro un'ottima squadra che corre e ha tecnica. Dopo il vantaggio iniziale l'undici di Inzaghi ha continuato a fare il suo fino a trovare il raddoppio meritato. Con l'inizio di ripresa avremmo potuto chiudere il discorso ma per precipitazione non ci siamo riusciti e a quel punto da una punizione è arrivato il pathos finale. Lascio a quelli di cui sopra analisi ormai trite e ritrite su cosa manchi a questa squadra, non mi pare che il Milan senza le frittate di Acerbi e Terracciano avesse dilagato. Mi tengo questa Inter, così com'è, fino all'ultimo soffio, imperfetta certo ma viva. Mentre incombono i preparativi per lo scudetto rossonero, non ci resta altro da fare, non processi ma correre e giocare al meglio, non fiori ma opere di bene, non lamenti ma gol. In una parola, i guastafeste!


Ultimo aggiornamento: Lunedì 2 Maggio 2022, 19:00
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