Zaniolo: "Io e la Roma, ancora tanto tempo insieme"
di Francesco Balzani

Zaniolo: "Io e la Roma, ancora tanto tempo insieme"

Dalla voglia di restare alle polemiche in nazionale. Oggi Zaniolo si è confidato in una lunga intervista a Sky Sport. Ecco i punti salienti

INFORTUNIO - "I primi due o tre giorni dopo l'infortunio facevo fatica anche a parlare... poi l'ho metabolizzata. Ogni giorno miglioro sempre di più, va molto bene. Faccio gli stessi esercizi in casa, il ginocchio sta rispondendo bene e spero di continuare così".

TEMPI DI RIENTRO - "Sono al terzo mese di recupero. Preferisco prendermi anche qualche giorno in più, non voglio fare le cose di fretta; ora penso a recuperare bene, se potrò finire il campionato con la Roma sarò il più felice di tutti".

CESSIONE DALL'INTER - "Sono andato via dall'Inter perché io volevo giocare in prima squadra, ritenevo finito il percorso in Primavera. Non mi aspettavo di andare alla Roma, forse una squadra meno importante... poi è stato tutto casuale: ero in giro con i miei amici, mi ha scritto mio papà all'improvviso dicendomi che sarei andato a Roma il giorno dopo, sono partito totalmente inconsapevole e mi sono ritrovato in un top club".

BUFERA IN UNDER 21 - "Per due o tre giorni consecutivi, io e Moise Kean abbiamo fatto tardi alla riunione tecnica con l'Under 21: giustamente Di Biagio ha scelto di lasciare fuori entrambi. Noi giocavamo alla PlayStation e ci dimenticavamo della riunione tecnica, non guardavamo gli orari degli allenamenti. Credo non succederà mai più, condivido la decisione del ct Di Biagio che ci ha fatti fuori. Per me è stato un periodo negativo, ero stremato fisicamente e mentalmente, mi sono lasciato andare. Quella situazione mi ha insegnato come comportarmi e anche le conseguenze, perché ho fatto un Europeo deludente".

LA ROMA - "Ho trovato una società unica, mi trovo benissimo qui. La città di Roma è fantastica, anche la tifoseria. Voglio rimanere qui a lungo, non vedo perché dovrei cambiare”.

DI FRANCESCO E MANCINI - "Devo tanto a Di Francesco. Mi ha fatto capire quanto conta il lavoro durante la settimana, gli devo molto. Mancini mi ha portato in Nazionale prima ancora che esordissi tra i professionisti: quando il ct mi ha chiamato in azzurro non ci credevo, guardavo Sky e pensavo ci fosse un errore... dicevo, non è possibile".

TOTTI - "Per me e per tutti, Totti è un mito. Francesco come De Rossi è un simbolo che difficilmente sarà eguagliato. Mi piacerebbe diventare una bandiera della Roma, molto... ma non chiederei mai la maglia numero dieci, è impossibile".

RUOLO - "Mi trovo molto bene anche a giocare da esterno destro. Sono di fronte alla porta e posso puntare l'uomo, sto migliorando ancora di più; mezz'ala mi piace molto e sono nato in quel ruolo, ma ora preferisco esterno destro".


Ultimo aggiornamento: Domenica 19 Aprile 2020, 16:42

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