Teatro alla Scala, Riccardo Chailly: «Riporteremo alla luce la Tosca del 1900, una versione mai conosciuta»
di Rita Vecchio

Milano, Chailly: «Alla Scala riporteremo alla luce la Tosca del 1900, una versione mai conosciuta»

«Sto lavorando bene e con serenità. Senza nervosismi dovuti all’attesa di questo evento mediaticamente esposto a livello mondiale. Ho studiato una Tosca nuova. Con l’orchestra navighiamo a vista, riportiamo alla luce la versione del 1900 non conosciuta, con battute che si pensavano non esistessero e fraseggi e dinamiche dell’edizione critica di Roger Parker davvero interessanti».

Esordisce così il maestro Riccardo Chailly dal Ridotto dei Palchi Arturo Toscanini del Teatro alla Scala di Milano che il 7 dicembre dirigerà la Tosca di Giacomo Puccini per la Prima. Le parole del Maestro, pronunciate durante il convegno di oggi del musicologo Franco Pulcini, "Tosca la primadonna all’opera”  danno inizio al conto alla rovescia che porterà tra tre settimane all’inaugurazione della Stagione scaligera. «Continua il mio viaggio integrale di Puccini, che spero di concludere nei prossimi anni», dice Chailly che promette sorprese. Non solo nella «partitura complicata di cui si seguiranno i metronomi pucciniani, in cui i diciassette temi dell’opera diventano ossessioni meravigliose da cui non si esce, con battute originali successivamente eliminate», ma anche nella bravura dell’orchestra «a cui si chiede una funambolica corsa» e nelle scelte di Davide Livermore, «regista che sorprende, e che sorprenderà anche qui».

E anticipa: «Roma sarà presente nei suoi tre luoghi emblematici», sede dell’azione di cui si fa co-protagonista. Si riferisce a Castel Sant’Angelo, a Sant’Andrea della Valle, Palazzo Farnese. Ma l’aria romana è in tutta l’opera. È la prima volta che il capolavoro di Giacomo Puccini apre una Stagione scaligera, con la sua  protagonista considerata la prima donna in assoluto dell’opera, tra pantomime e metateatralità. «Un senso di riconoscimento a Roger Parker - chiude Chailly - che prima con Manon Lescaut e ora con Tosca riporta alla luce un Puccini straordinario». La versione è appunto quella del 1900, con frasi musicali più lunghe, un diverso Te Deum, battute aggiunte (e che stupiranno) al “Vissi d’arte”, nel dialogo tra Tosca e il Barone Scarpia, quando questi la ricatta chiedendole di concedersi a lui in cambio della liberazione del suo amato Cavaradossi. Solo per fare qualche esempio. Il che fa presagire che questa Tosca sia davvero da non perdere.
Sabato 16 Novembre 2019, 16:26
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