Sergio Bramini, l'imprenditore a cui lo Stato deve 4 milioni cacciato di casa: «Non finisce qui»

Sergio Bramini, l'imprenditore a cui lo Stato deve 4 milioni cacciato di casa: «Non finisce qui»

L'epilogo che nessuno desiderava alla fine si è trasformato in realtà: Sergio Bramini, il 70enne imprenditore brianzolo che aveva dovuto dichiarare fallimento nonostante lo Stato gli dovesse 4 milioni di euro, si è visto confiscare la casa dai curatori fallimentari. A nulla è valso l'intervento di alcuni esponenti politici del futuro governo, tra cui Matteo Salvini, Luigi Di Maio e Gianluigi Paragone. Un servizio di Alessandro De Giuseppe per Le Iene ha raccontato una mattinata ad alta tensione, con la polizia in assetto antisommossa e tante proteste da parte dei cittadini comuni.

Le Iene, il dramma di Sergio: lo Stato gli deve 4 milioni ma vuole confiscargli la casa


Bramini, imprenditore nel settore dei rifiuti, aveva un credito verso lo Stato ma si era indebitato per poter pagare gli stipendi e proseguire l'attività, obbligatoria per legge dal momento che si trattava di un pubblico servizio. Dopo questi anni difficili, i curatori fallimentari hanno iniziato a svendere i beni di sua proprietà e dopo diverse trattative non è stato possibile rinviare ulteriormente la confisca della casa.

Le immagini dello sgombero sono drammatiche: Sergio, nonostante tutta la sua forza, mantiene una compostezza e una dignità lodevoli, ma crolla quando pensa alla moglie malata. «Per buttarmi fuori di casa devono ammanettarmi, ma non devono neanche pensare di cacciare mia moglie con la forza», dichiara ai microfoni mentre a casa sua arrivano anche i fabbri per cambiare la serratura. Qualche cittadino tenta una protesta pacifica, occupando l'ingresso della casa, ma non c'è niente da fare: Sergio Bramini, l'uomo a cui lo Stato non ha pagato i debiti, ora deve trovare un appartamento in affitto. «Ma non finisce qui, non gli darò la soddisfazione di suicidarmi», annuncia l'uomo, battagliero e determinato.
Lunedì 21 Maggio 2018 - Ultimo aggiornamento: 07-06-2018 17:55
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3 di 3 commenti presenti
2018-05-21 19:46:06
Il “CARO”procuratore o chi di dovere)doveva condannare lo stato nn il povero imprenditore,,VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA.
2018-05-21 12:06:01
Ma come è possibile che un uomo in credito nei confronti dello stato possa dichiarare fallimento? C'è qualcosa che non capisco in tutta questa storia. Possibile che non esista un'autorità che autorizzi il pagamento del debito e interrompa questo processo di confisca? Insomma, lo stato stenta a pagare ma, sembra impossibile che proprio non intervenga in un'ingiustizia di queste dimensioni.
2018-05-21 10:02:48
Queste sono le ingiustizie che ci fanno incazzare veramente...!!!
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