Cucchi, l'ex moglie del carabiniere D’Alessandro a Le Iene: «Mi disse: "quante gliene abbiamo dato a quel drogato di merda"»

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di Simone Pierini
Su Italia Uno a Le Iene Pablo Trincia ha intervistato Anna Carino, l’ex moglie di un altro imputato per il pestaggio di Stefano Cucchi, il carabiniere Raffaele D’Alessandro. La donna rivela le frasi choc pronunciate dall'uomo dopo aver visto il servizio al telegiornale nel 2009. «"Eh, c'ero anch'io quella sera là, quante gliene abbiamo date, era solo un drogato di merda". Questa frase l'ha sempre detta».

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Secondo il racconto dell'ex moglie, Raffaele D'Alessandro ne aveva anche per la sorella di Stefano, Ilaria Cucchi, questi giorni vittima anche di minacce su Facebook. «Insultava anche la sorella "sta puttana". Si arrabbiava, gli dava fastidio che la sorella cercava di capire...»

Poi il giorno che vide la foto di Stefano Cucchi. «Sì, l'ho vista. Mi ha fatto un bruttissimo effetto. Non volevo credere che realmente lui, mio marito, l'aveva ridotto in quel modo». In apertura di servizio Pablo Trincia riporta anche il pensiero del carabiniere: «Se mi congedano vado a fare le rapine»​.

«Si sentiva Rambo
- prosegue l'ex moglie di D'Alessandro - io ero spaventata. Non sapevo cosa pensare e cosa dire. Lo raccontava così divertito, col sorriso. Come non avesse fatto nulla di male. Ma era preoccupato, dopo una lettera ha chiamato qualcuno e parlava di Stefano Cucchi. Fin quando sono stata con lui non mi è mai passato per la testa di parlare. Avevo paura di rimanere da sola con due bambini. Non mi ha fatto mai lavorare. Ogni volta che uscivo al supermercato mi chiedeva con chi hai parlato, chi ti ha salutato...».

«Si dava testate sul muro, ha cercato di spararsi - racconta - quando l'ho lasciato dalle 7 del mattino alle 8 di sera mi tempestava di telefonate. Mi minacciava, mi diceva "ti ammazzo"
». Nel servizio viene trasmessa anche un'intercettazione telefonica tra i due con la ragazza che parlava dei racconti di quella notte e D'Alessandro che negava con forza, urlando: «tu sei una puttana, che vuoi da me? Ma che vuoi da me?»​. 

«Io vedevo la sofferenza della famiglia di questo ragazzo (Cucchi, ndr.) - conclude l'ex moglie - ho tenuto dentro questo segreto per tanto tempo. Aveva paura di essere accusata. Poi ho deciso di parlare, ho cercato Ilaria e le ho chiesto scusa. Mi ha detto “grazie, ti capisco”. Vorrei che quella famiglia trovasse un po’ di pace e che la verità venga fuori».





 
Domenica 21 Ottobre 2018 - Ultimo aggiornamento: 22-10-2018 11:49
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2 di 2 commenti presenti
2018-10-22 19:12:14
I reati commessi dai colpevoli sono, aggressione tortura lesioni volontarie colpose causati la morte . Falso nella redazione dei verbali con aggiunta che i colpevoli ove nel terzo grado di giudizio lo riconosce sono agenti di Stato. Il Signor Cucchi a quanti si apprende , aveva nella sua abitazione, tenuta nascosta un grande quantitativo di stupefacenti. I parenti ci dicono di non esserne a conoacena e solo dopo che le autorità priposte ne hanno avuto conoscenza , hanno denunciato il fatto. Ci dicono anche gli organi di stampa, che l'appartamento in uso al Cucchi era di Sua proprietà. Ora attendiamo ovviamente il processò in corso, e la sentenza di terzo grado per avere un quadro completo di tutta la vicenda
2018-10-22 10:09:18
che soggetti che ci sono nell'arma ! questo ci fa molto riflettere !
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