Talk show in tv, stessi ospiti faziosi, medesimi teatrini da anni
di Marco Castoro

Talk show in tv, stessi ospiti faziosi, medesimi teatrini da anni

Passano gli anni, si susseguono le stagioni ma i talk show politici in tv sono ormai sempre gli stessi da lustri. Fanno – chi più chi meno – i medesimi ascolti frutto dello zoccolo duro di telespettatori, ma di sicuro se ci fosse l’indice di gradimento sarebbero più indietro nei numeri. La formula è sempre la stessa. Ospiti che si parlano sopra, faziosi all’estremo. Tra l’altro raramente si vede una faccia diversa dai soliti noti seduti sulle poltroncine in studio o collegati da remoto. Personaggi che appaiono solo in quei determinati frangenti di quelle medesime trasmissioni, con quei soliti discorsi che difendono posizioni indifendibili.

 

Ma cosa fanno gli autori? Possibile che a nessuno venga mai un’idea diversa dalla più scontata routine? L’unica novità – ma ormai appartiene a qualche anno fa – la scomposizione del programma (sempre più lungo nei tempi per catturare share in seconda serata e ritoccare la media) in più moduli con il giro di valzer delle presenze (in modo da accontentare tutti gli amici degli amici). Forse anche molti autori bolliti dovrebbero fare un giro di valzer. Ma in una stagione dove finalmente c’è un governo di larghe intese che fa le riforme e non le annuncia soltanto, non è retorica continuare con il solito teatrino della propaganda? Non si finisce per perdere credibilità nei confronti del telespettatore?

 

 


Ultimo aggiornamento: Sabato 11 Settembre 2021, 17:57
© RIPRODUZIONE RISERVATA