Signorini salva Paolo Brosio dalla squalifica:« Non ha bestemmiato», poi si infuria: «Non siamo a messa»
di Ida Di Grazia

Signorini salva Paolo Brosio dalla squalifica:« Non ha bestemmiato», poi si infuria: «Non siamo a messa»

Signorini salva Paolo Brosio dalla squalifica:« Non ha bestemmiato», poi si infuria: «Non siamo a messa». La quindicesima puntata del Grande Fratello Vip sta riservando grandi colpi di scena. Nessuno di essi però sta riscontrando i favori del pubblico.

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Dopo la mancata esplulsione di Francesco Oppini per le frasi sessiste contro Dayane Mello e Flavia Vento anche Paolo Brosio è salvo. Il giornalista all'interno della casa ha usato più volte un intercalare toscano che il pubblico ha considerato una bestemmia. Ad esempio mentre raccontava un episodio del passato Brosio ha detto: «Col vino rosso pesante, col caldo della camera ti gonfia il cervello Dio b***», l'espressione è identica a quella utilizzata da Denis Dosio, ma in quel caso però è stata adottata la linea dura e l'influencer è stato squalificato senza appello.

 

La giustificazione di Alfonso Signorini è : «si tratta di un intercalare toscano e non una bestemmia». Caso archiviato. Il pubblico non apprezza. Più duro in vece in merito alle preghiere uralte all'interno della casa: «Basta spettacolarizzare la fede».

 

Signorini chiede a Brosio il perchè di questa spettacolarizzazione della preghiera. Il giornalista si giustifica dicendo che era una litania a Sant'Antonio con entusiasmo per ritrovare un oggetto a cui teneva particolarmente «Se preghiamo con forza vedrai che lo ritroviamo, ho detto e in effetti oggi l'ho trovato». 

 

«Da quello che vedo è che la fede dal mio punto di vista molto modesto, la fede non si esibisce ma si vive, te lo dico da cattolico. Questo manifestare ogni due per tre tu che reciti o insegni la dottrina, a me che credo dà addirittura fastidio, figuriamo agli altri. Non siamo a messa ma al Grande Fratello, se vuoi pregare nel silenzio della tua coscienza va benissimo. Quell'urlo nel cuore della notte non va bene».

 


Ultimo aggiornamento: Martedì 3 Novembre 2020, 00:04
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