Quella con Bruxelles «è una interlocuzione doverosa alla quale non ci sottrarremo», ha aggiunto. «La riduzione dello spread che si è realizzata nella seconda parte del 2019 - ha spiegato inoltre il premier alla platea di Confesercenti - ci permetterà di risparmiare fino a 18 miliardi di euro di spesa per interessi nel prossimo triennio, pari a circa 630 euro in media per ogni contribuente. La traiettoria discendente dei rendimenti sui nostri titoli di Stato ci consentirà dunque di avviare un serio percorso di riduzione del rapporto fra debito pubblico e Pil».
«Il Fondo Monetario Internazionale - ha proseguito Conte - ha ridotto le stime di crescita del Pil mondiale al 3% per il 2019 e, per il 2020, stima una crescita modesta, caratterizzata da profondi fattori di incertezza, determinati anche dalle tensioni commerciali. Inoltre, la battuta d'arresto che ha colpito la manifattura europea, soprattutto in Germania e, in particolare, nel settore dell'automotive, ha determinato conseguenze significative sul nostro sistema produttivo, pienamente integrato nelle catene del valore europee. Tuttavia, pur in presenza di un quadro di sistema particolarmente critico, possiamo constatare che il nostro Paese non viene più considerato un fattore di rischio per l'economia mondiale». «Al contrario, il nostro mercato del lavoro, le condizioni del commercio con l'estero, il risparmio privato e la fiducia dei consumatori restano solidi, nonostante la fase difficile che attraversa settori rilevanti del comparto manifatturiero».
«Rispetto il Parlamento» ma «chiamerò tutte le forze politiche alla loro responsabilità. Se uno dopo aver fatto una sintesi si smarca non rispetta quella che deve essere un'azione di governo coesa e incisiva», ha detto poi a margine dell'assemblea rispondendo a chi gli chiede se teme modifiche alla manovra una volta approdata in Parlamento.
Ultimo aggiornamento: Martedì 22 Ottobre 2019, 19:52
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