Crisi di Governo, che farà ora Conte? Ipotesi elezioni a giugno. Zingaretti attacca Renzi: «Italia viva inaffidabile»

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Cosa succederà al Governo dopo le dimissioni di ieri delle ministre di Italia Viva, e le parole durissime di Matteo Renzi contro il premier Giuseppe Conte? C’è attesa per le mosse del presidente del Consiglio, che potrebbe andare in Parlamento e verificare i numeri della sua maggioranza o in alternativa dimettersi per aprire una nuova fase e le consultazioni al Quirinale. La parola chiave di oggi è tempo, di cui Conte ha bisogno prima di salire al Quirinale: non per dimettersi, spiega l'ANSA, ma per dare garanzie e numeri sul nuovo gruppo parlamentare che dovrebbe sostenerlo in Parlamento. I cosiddetti 'responsabili', la cui esistenza è stata però smentita dal Pd che ha evocato l'ipotesi di elezioni a giugno.

 

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Pd, M5s e Leu blindano il premier che chiude con Renzi, la cui «inaffidabilità politica» Nicola Zingaretti certifica davanti ai dem che però chiedono ai responsabili, se ci sono, di uscire allo scoperto. Clemente Mastella, che tira le fila dell'operazione con la consorte Sandra Lonardo, rassicura: «Non cerco i responsabili con il lanternino, ma ci sono. Come i vietcong. E per il sostegno a Conte prima eravamo a meno quattro, poi a meno tre, ora a meno due». Anche il M5s, che stasera si riunisce in assemblea, con Luigi Di Maio dice «per sempre» no a Renzi e con Di Battista «mai più» ad esecutivi con Iv, che dopo lo strappo di ieri, con Faraone oggi si ribella: «Conte accetta le dimissioni di due ministre ma non vuole andare nè al Colle nè in Parlamento. Ma esiste ancora una Costituzione in questo Paese».

 

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Intanto, capigruppo di Camera e Senato si riuniscono, e l'opposizione - con Meloni, Salvini, Tajani, Lupi, Toti e Cesa - convoca un vertice dove ci si appella al Colle e si indica il voto come unica via praticabile. «Si vota in tutta Europa, la democrazia non si può rimandare all'infinito», dice la Meloni. Conte ora guarda solo la sabbia che scende nella clessidra della crisi: prenderà l'interim delle due ex ministre Iv, poi in cdm stasera chiuderà sullo scostamento di bilancio, che il Parlamento dovrà varare. Poi in un nuovo cdm il via al decreto Ristori. Due passaggi che gli faranno guadagnare il tempo necessario prima dell'informativa in Aula sulla crisi di governo. Almeno una settimana.

 

Zingaretti: Italia viva inaffidabile per qualsiasi scenario

 

«Abbiamo chiarito e dobbiamo ribadire che per noi è impensabile qualsiasi collaborazione di governo con la destra italiana, sovranista e nazionalista. Sarebbe un segnale incomprensibile. Le immagini di Washington ci dicono quanto pericolosa sia quella deriva. È sbagliato dopo la vittoria di Biden favorire scenari che ridanno fiato come è accaduto con la scelta di Renzi, agli alleati di Trump», le parole di Nicola Zingaretti nel suo intervento alla riunione dell'ufficio politico del Pd. «C'è un dato che non può essere cancellato dalle nostre analisi. Ed è a questo punto l'inaffidabilità politica di Italia Viva. Che è un dato presente e che io credo, e questo dovremmo tenerlo in considerazione, comunque, per come avvenuto mina la stabilità in qualsiasi scenario si possa immaginare un coinvolgimento e una nuova possibile ripartenza». 

 

Per il Pd rischio elezioni a giugno

 

Per il Pd però non c'è possibilità di una nuova maggioranza con i 'responsabili': dopo lo strappo con Renzi non c'è più una maggioranza, spiegano fonti qualificate del Pd all'agenzia ANSA, quindi è reale il rischio di elezioni a giugno. Il partito, spiegano le stesse fonti, non può andare dietro a rumors su sostegni alla maggioranza che al momento non si palesano. E ricucire con Iv sembra una chimera perchè M5s ha chiarito che con Matteo Renzi non ci parla più. Intanto Davide Faraone, capogruppo di Italia viva al Senato, stamattina è uscito dalle chat di maggioranza: un altro segnale negativo per Conte e l'alleanza Pd-M5S.

 

Di Maio furioso, Di Battista esulta

 

Il ministro Luigi Di Maio è categorico contro Renzi: «Mentre il Paese attraversa uno dei momenti più bui della sua storia, ieri Matteo Renzi ha scelto di ritirare i suoi ministri aprendo l'ennesima crisi di governo. Il mondo ci sta guardando e purtroppo non possiamo andarne fieri. Nell'anno nella presidenza italiana del G20, della copresidenza italiana della COP26 e soprattutto nell'anno in cui dobbiamo iniziare a spendere il piano Marshall del nuovo millennio, l'Italia rischia così di essere macchiata in modo indelebile da un gesto che considero irresponsabile e che, come avevo anticipato, divide definitivamente le nostre strade».

 

Alessandro Di Battista, intanto, esulta sulla compattezza intorno al premier Conte: «Il Movimento deve solo mantenere la linea delle ultime 48 ore. Renzi ha squittito per far fuori Conte e basta? Benissimo, Conte resta al suo posto. Renzi ha lasciato il governo? Benissimo, non ci entrerà mai più. Senza Se e senza Ma. Intanto queste sono le due condizioni che la forza politica che ha preso più voti nel 2018 (con una legge elettorale, lo ricordo, fatta ad hoc contro il M5S) mette sul piatto. E siamo compatti. Finalmente», ha scritto in un post su Facebook.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 14 Gennaio 2021, 16:05
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