La violenza più subdola è quella economica e io l'ho subita

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di Barbara Gubellini

Quando si parla di violenza contro le donne ci si riferisce quasi sempre a quella fisica.  Ma ne esiste una molto più subdola: si chiama violenza economica.

 

Un uomo esercita violenza economica sulla compagna ogni volta che si comporta in  modo da ostacolare la sua indipendenza economica. In questo modo, lui ha il controllo e lei entra in uno stato di soggezione e dipendenza. E’ una violenza sottile, psicologica, e della quale la vittima non si accorge in modo chiaro. Eppure, secondo gli esperti, dei campanelli d’allarme ci sono eccome.

 

Primo campanello: lui non vuole che lei lavori. Non è detto che si opponga in modo esplicito. A volte sono piccoli ma continui sabotaggi delle opportunità professionali della compagna, ma sempre di violenza si tratta. Altro campanello è il controllo delle spese: l’uomo chiede di rendere conto di come e quanto la donna spende? E’ violenza economica. Come quando lui gestisce direttamente i soldi di lei, senza neanche chiederle il permesso (ma quello più che un campanello è una campana). E l’uomo che tiene la compagna all’oscuro della situazione economica familiare? Alcune donne lo imputano alla propria pigrizia e si sentono perfino di dovere essere grate al compagno che le “solleva” dalle incombenze pratiche.

 

Quanto a me, ho avuto un fidanzato che mi diceva: «Ci sono donne che guadagnano più di 200mila euro l'anno. Non poco come te!». E invece di capire subito che quella era violenza, lì per lì mi sentivo mortificata.

 

Insomma, se vi trovate in una di queste situazioni, il mio consiglio è: mettetevi in una stanza silenziosa e fate caso al tintinnio nelle orecchie.

 

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Giornalista, autrice e conduttrice tv. Da anni realizza reportage di approfondimento su ambiente, sostenibilità e temi sociali. L'argomento che più la appassiona è la parità di genere. E' mamma di due bambini.

 


Ultimo aggiornamento: Martedì 7 Dicembre 2021, 15:25
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