«Onore a Mussolini», striscione neofascista: identificati 19 ultrà della Lazio e tre dell'Inter. Il club biancoceleste: «Non sono i nostri valori». Cori razzisti contro Bakayoko a San Siro

Uno striscione choc alla vigilia del 25 aprile: «Onore a Benito Mussolini». Ad esporlo è stato un gruppo di tifosi della Lazio, in trasferta a Milano, insieme ad alcuni esponenti ultrà dell'Inter, per la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro i rossoneri. È accaduto nelle vicinanze di piazzale Loreto, dove Mussolini fu appeso dai partigiani dopo essere stato scoperto, catturato e fucilato nei pressi di Como. 

Sarebbe stato identificato, anche se si attendono ulteriori riscontri, il capo degli ultrà laziali che oggi davanti ad uno striscione con su scritto «Onore a Benito Mussolini» ha incitato gli altri a scandire il «presente» e a fare saluti romani. Nell'ambito delle indagini, condotte dalle Digos di Milano e Roma e coordinate dal capo del pool antiterrorismo milanese Alberto Nobili, sono stati identificati anche altri 22 ultrà, tra cui 19 laziali e 3 interisti (tifoseria gemellata), sospettati di aver preso parte al blitz.

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Poi all'ingresso dei tifosi biancocelesti a San Siro sono stati scanditi cori razzisti nei confronti del giocatore del Milan Tiemoué Bakayoko. Sono attesi allo stadio circa 4 mila sostenitori biancocelesti, controllati all'ingresso dello stadio da forze dell'ordine e steward.
 

In almeno un paio di occasioni i tifosi in arrivo hanno cantato il coro «questa banana è per Bakayoko», come già avvenuto nelle ultime due partite della Lazio.



Lo striscione porta anche la firma degli Irriducibili, uno dei gruppi di estrema destra della curva laziale. «È una cosa allucinante - è sbottato il presidente milanese dell'Anpi Roberto Cenati - Una nostra iscritta ci ha avvisato delle striscione portato da una settantina di persone che hanno intonato canti e slogan fascisti e hanno fatto saluti romani».

Piazzale Loreto è uno dei luoghi simbolo della Resistenza milanese. Qui infatti furono esposti i cadaveri di 15 partigiani e, otto mesi più tardi, quelli dello stesso Mussolini e di Claretta Petacci. «Chiediamo alle autorità di individuare i responsabili - ha aggiunto Cenati -. Le organizzazioni neofasciste vanno sciolte applicando le leggo Scelba e Mancino, è ora di dire basta».

È manifestazione fascista, prevista dall'articolo 5 della Legge Scelba del 1952, l'ipotesi di reato per la quale potrebbero essere denunciati ed indagati gli ultrà della Lazio che oggi, vicino a Piazzale Loreto e alla vigilia del 25 aprile, hanno esposto uno striscione con su scritto 'Onore a Benito Mussolinì e fatto saluti romani. Prima di iscrivere formalmente il fascicolo, comunque, la Procura milanese dovrà ricevere un'informativa dalla Digos che è al lavoro per identificare gli ultrà.

Salvini
«Ho fatto i complimenti alle forze dell'ordine che hanno identificato 14 idioti che invece di andare a vedere una partita di pallone vanno in giro a far casino»: il ministro dell'interno Matteo Salvini così ha parlato dei tifosi laziali che a piazzale Loreto hanno srotolato uno striscione con scritto 'onore a Mussolini. «Non tollero e non tolleriamo nessuna forma di violenza fisica e verbale - ha aggiunto -. Abbiamo dimostrato che il calcio deve tornare ad essere occasione di incontro e non di rissa e ringrazio le forze dell'ordine che stanno tenendo sotto controllo Milano in una giornata non facile».

In tarda serata è arrivata una nota della Lazio nella quale il club «prende nettamentele distanze da comportamenti e manifestazioni che non rispondono in alcun modo ai valori dello sport sostenuti e promossi dalla società da 119 anni». Il club biancoceleste stigmatizza con ujna nota all'Ansa il comportamento di quegli ultrà che nel pomeriggio hanno esposto a piazale Loreto a Milano uno striuscione che inneggiava a Mussolini.

Mercoledì 24 Aprile 2019, 15:28
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