Gianni Nocenzi tra gli ospiti del Progressivamente festival di Roma
di Claudio Fabretti

Progressivamente: omaggio a Stratos e Artegiani con il maestro Nocenzi

Libero, gratuito e prog. Ma nel senso più aperto del termine. Da domani fino a domenica, va in scena al Planet Live Club il Progressivamente Free Festival 2019, giunto all’edizione numero 27. Con doppia dedica: a Demetrio Stratos, il geniale cantante degli Area, a 40 anni dalla sua scomparsa (1979), e a Giampiero Artegiani dei Semiramis, scomparso lo scorso febbraio.

«È nostra abitudine dedicare la manifestazione a chi ci ha lasciato tra un festival e l’altro - racconta Guido Bellachioma, direttore artistico del festival - Ma quest’anno abbiamo voluto fare un’eccezione, perché Stratos per noi è fondamentale. La sua morte, in un certo senso, ha segnato la fine degli anni 70, di una certa spensieratezza musicale».

Da qualche anno è stato deciso di far partecipare solo artisti italiani. E stavolta saranno tutti romani: Gianni Nocenzi, Arturo Stalteri, Reale Accademia di Musica, Semiramis, L’Uovo di Colombo, De Rossi & Bordini, Ellesmere, Laviàntica, Karmamoi, Sterbus. «Abbiamo scelto gruppi che rappresentano un’idea di progressive aperta, senza farci strangolare dai limiti di genere - spiega Bellachioma - Come gli Sterbus, che riescono a mischiare pop, acustica classicheggiante e il rock dei Cardiacs. E in più c’è il fuori quota Nocenzi (tastierista del Banco, ndr), un maestro, uno che ha suonato con giganti come Ryuichi Sakamoto. Lui riesce a far diventare vibrante anche un fruscio di ali di farfalle».

Giovedì il via: prima del concerto di Ellesmere e Laviàntica, alle 20.30, si svolgerà la presentazione del libro Genesis – The Lamb, edito da Rizzoli per la collana Lizard. Le cinque serate saranno scandite con metodo democratico e puntualità teutonica: «Ogni band ha 60 minuti a disposizione, la prima entra alle 21.15, la seconda alle 22.30 e alle 23.30 buonanotte ai suonatori. Bisogna rispettare il pubblico e mantenere la puntualità che esiste in tutti gli altri spettacoli. I concerti non devono fare eccezione».

Concerti gratuiti, per un festival senza sponsor: «È così dal 2014. Prima, quando abbiamo ospitato nomi come Pfm, King Crimson, Jethro Tull, Marillion, non potevamo non far pagare il biglietto. Ma ora vogliamo essere liberi fino in fondo. E nessuno prende un centesimo: né io, né il Planet, né i fonici, né i gruppi. Vogliamo il massimo della trasparenza, per stabilire un rapporto di fiducia con gli appassionati di musica».
E a chi ancora crede nelle guerre di religione o vede il progressive rock come un’esperienza circoscritta ai 70’s, Bellachioma replica lapidario: «Sono tutte stupidaggini. Il bello del prog è proprio la sua natura meticcia, contaminata, aperta. Pretenderne un’idea di purezza è un controsenso».
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Martedì 24 Settembre 2019, 08:30
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