"Niente sesso durante il Ramadan": l'amico lo ammonisce, lui lo accoltella e scappa. Poi torna per amore: preso
di Simona Romanò

«Non devi fare sesso durante il Ramadan». L'amico lo ammonisce, lui l'accoltella e scappa. Poi torna per amore: in cella


Niente rapporti sessuali durante il Ramadan: astinenza dall’alba al tramonto. Un precetto che Salah A. un ragazzo di origine marocchina, 21 anni, con numerosi precedenti per spaccio di droga, innamorato della fidanzatina italiana di 17 anni, non riusciva a rispettare. E così ha accoltellato l’amico che, dopo averlo sorpreso in atteggiamenti intimi con la giovane nello scantinato di un condominio al Corvetto, lo ha sgridato urlando di «vergognarsi».
Fra i due uomini è scoppiata la rissa e dalle parole il giovane è passato ai fatti, ferendo in modo grave con un coltello il connazionale 32enne. Poi, la fuga in Spagna. Che dura poco: l’amore per la ragazzina, con la quale aveva sempre mantenuto i contatti, lo fa tornare e lo mette nei guai. A Milano, ad attenderlo, infatti, c’erano gli agenti del commissariato mecenate che giovedì scorso l’hanno arrestato per tentato omicidio aggravato da futili motivi. La lite, esplosa nella cantinata di una palazzina popolare di via dei Cinquecento (occupata abusivamente dai due magrebini), risale al 4 giugno, nel bel mezzo del mese sacro per i fedeli musulmani: la vittima, rincasando nel primo pomeriggio, aveva beccato gli innamorati mentre facevano sesso. Immediato il rimprovero. Di fronte al quale il giovane ha reagito con violenza: ha afferrato un coltellaccio per scagliarsi contro l’amico e procurandogli due profonde lesioni che hanno compromesso le arterie. L’aggressore, filmato anche dalle telecamere della videosorveglianza, è quindi scappato, mentre il ferito è stato trasportato al Policlinico dove i medici gli hanno salvato la vita. La fuga è durata fino al 2 settembre. In realtà i due fidanzatini, nel corso dei tre mesi di indagine, non hanno mai smesso di sentirsi, scambiandosi telefonate e messaggi via social.
Leggerezza che sono state fondamentali per rintracciare l’aggressore appena ritornato in città. Sono state indagate per favoreggiamento anche la fidanzata e la madre di lei che appoggiava la relazione.

Ultimo aggiornamento: Venerdì 14 Settembre 2018, 06:05
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