Delitto a Buccinasco, Salvaggio girava con un telefono criptato. Tutte le ipotesi sull'agguato

Delitto a Buccinasco, Salvaggio girava con un telefono criptato. Tutte le ipotesi sull'agguato

Nessuna ipotesi viene scartata, l'unica certezza: «Agguato compiuto da killer professionisti»

Delitto a Buccinasco (Milano), gli ultimi sviluppi sull'omicidio di Paolo Salvaggio. L'uomo, che nelle carte processuali di qualche tempo fa veniva descritto come una «figura di vertice dello spaccio di droga», era agli arresti domiciliari ma potrebbe non aver mai abbandonato definitivamente la vita criminale.

 

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È quello che sospettano gli inquirenti: come riporta Il Giorno, Paolo Salvaggio, che aveva un permesso per uscire di casa dalle 10 alle 12 ed era affetto da una grave malattia ai polmoni, conduceva una vita tranquilla ma girava con tre telefoni cellulari, tra cui un iPhone criptato. Un sistema molto usato da spacciatori e narcotrafficanti per evitare di finire sotto controllo. Anche per questo, le indagini sull'omicidio sono inevitabilmente collegate a quelle sugli ambienti dello spaccio milanese.

 

L'omicidio di Paolo Salvaggio, freddato in pieno giorno mentre girava un bicicletta, ha tutte le caratteristiche dell'esecuzione compiuta da professionisti. Gli investigatori coordinati dalla Procura al momento non escludono alcuna ipotesi: soldi, droga, vecchi rancori e nuovi sgarri, senza lasciare nulla di inesplorato. Si indaga sia sul passato di Paolo Salvaggio che sui suoi ultimi giorni. Le certezze sono poche: tra queste, che l'omicidio compiuto con una semiautomatica sia opera di un killer professionista. Alcune telecamere hanno ripreso un T-Max nero che entra in via della Costituzione, avvicinandosi al percorso compiuto da Salvaggio in bicicletta.

 

 

Dopo una carriera di spicco nello spaccio di droga, da qualche tempo Paolo Salvaggio versava in pessime condizioni economiche. Lui, però, non aveva mai 'tradito' i suoi soci e non aveva mai collaborato con gli investigatori. Il sospetto è che l'uomo, un tempo ritenuto vicino alla 'ndrangheta in Lombardia, possa aver deciso di parlare solo ora che la sua malattia era in fase terminale. Il fascicolo d'inchiesta è già finito in mano all'Antimafia di Milano: le indagini serviranno ad accertare legami e connessioni tra la vittima e le 'ndrine locali.

 

 

 

C'è un'altra ipotesi, però, da non scartare: venerdì scorso, in un bar gestito da cinesi, Paolo Salvaggio era intervenuto a difendere il nipote 13enne che aveva rubato delle caramelle. Qui l'uomo, dopo che il nipote era stato sgridato, aveva minacciato di morte i proprietari del bar. L'episodio potrebbe essere insignificante di fronte all'agguato di cui il 60enne è stato vittima, ma i carabinieri di Milano non sottovalutano nessuna ipotesi.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 13 Ottobre 2021, 15:17
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