Stato d'emergenza, ipotesi proroga per 3 mesi. Dal Green pass allo smart working, cosa può accadere

Entrambe le misure attuate dal Governo contro il Covid-19 scadranno il 31 dicembre 2021, ma con i contagi in risalita l'ipotesi di una proroga è sempre più concreta

Stato d'emergenza, ipotesi proroga per 3 mesi. Dal Green pass allo smart working, cosa può accadere

Lo stato d'emergenza e il Green pass scadono il 31 dicembre 2021, ma, vista la situazione dei contagi in risalita, non è escluso che il governo scelga di prorogarli fino al 2022. Per quanto riguarda la misura straordinaria di emergenza la prima ipotesi parla di un rinnovo fino a marzo, mentre per il Green pass l'intenzione dovrebbe essere quella di tenerlo fino alla prossima estate

Leggi anche > Bollettino Covid di lunedì 1 novembre: 20 morti e 2.818 casi in più. Impennata di ricoverati: +109

Allo stato d’emergenza sono legati i protocolli che riguardano, ad esempio, lo smart working e i viaggi. Ecco cosa potrebbe cambiare se il governo non dovesse prorogarlo. Il governo è pronto a un nuovo stato di emergenza se ce ne sarà la necessità e con la curva dei contagi in risalita il Green pass «è fondamentale», ha confermato il ministro della Salute Roberto Speranza, intervenuto dopo che da giorni si registra una ripresa del contagio da Covid.

Coi dati in risalita in tutta Italia, quindi, Speranza non ha escluso né una proroga dello stato di emergenza né del Green pass. Sul certificato verde, il ministro ha sottolineato che «ci consente di tenere aperti tutti i luoghi della socializzazione, della cultura, i ristoranti, le scuole e le università: in un quadro epidemiologico diverso, faremo naturalmente tutte le valutazioni necessarie». Per lo stato d’emergenza, l’ipotesi è di una proroga fino a marzo 2022. In realtà, tecnicamente l'attuale stato di emergenza può essere prorogato solo fino al 31 gennaio del 2022: però il governo, se lo riterrà opportuno, potrà procedere per via parlamentare a emanare un provvedimento che preveda un nuovo stato di emergenza.

Quando è in corso lo stato d’emergenza possono essere autorizzate misure eccezionali e interventi speciali con ordinanze in deroga alle disposizioni di legge (rispettando i principi generali dell’ordinamento giuridico). Per rispondere più velocemente, le procedure di approvazione di leggi e decreti sono snellite. Il governo può usare i Dpcm, decreti che non devono ricevere approvazione parlamentare. È poi in funzione la «cabina di regia», a cui partecipano i governatori: le Regioni, infatti, possono emanare ordinanze, ma devono presentare le linee guida al governo.

Se non dovesse essere prorogato dopo il 31 dicembre 2021, quindi, ci sarebbero diversi cambiamenti. Prima di tutto, non esisterebbero più alcuni organismi creati per affrontare la pandemia, come il commissario straordinario e il Comitato tecnico scientifico. Riguardo allo smart working, i lavoratori dovrebbero negoziare accordi individuali con le aziende. Lo stato d’emergenza, infatti, ha permesso l’adozione dello smart working semplificato, cioè senza la necessità dell’accordo individuale tra azienda e lavoratore e in deroga ad accordi sindacali. Quando la proroga scadrà, le norme che regolano il lavoro lontano dagli uffici dovranno essere riviste.

Cambierebbero anche le norme per i viaggi all’estero e dall’estero. Il governo, infatti, con lo stato d’emergenza può prendere provvedimenti per limitare sia l’ingresso in Italia di cittadini di altri Stati sia il turismo dal nostro Paese verso nazioni estere ritenute a rischio.

Anche il Green pass, obbligatorio anche per accedere ai luoghi di lavoro pubblici e privati, ha per ora la stessa data di scadenza dello stato d’emergenza: il 31 dicembre 2021. Il governo, però, secondo alcune fonti, sta pensando di separare le due strade. L’ipotesi per il certificato verde è quella di un decreto a parte che ne proroghi gli effetti fino, ad esempio, all'estate.


Ultimo aggiornamento: Martedì 2 Novembre 2021, 09:37
© RIPRODUZIONE RISERVATA